Figuratevi se da questo nostro sito possiamo salire sul pulpito per dare lezioni di titolazione agli altri. Neppure a Repubblica. Però siamo costretti a segnalare una clamorosa bufala pubblicata sulla home page del quotidiano progressista. Testuale: “La Russa attacca Schlein: “Difese Ranucci, che imbarazzo“. Eh no, signori miei. Si capisce la necessità di stringere per far entrare il titolo e per sintetizzare. Ma qui c’è un clamoroso errore di fondo. La Russa non ha infatti mai criticato Schlein per aver difeso Sigfrido Ranucci. La storia è un’altra. Il Presidente del Senato ha criticato Elly Schlein perché in un contesto internazionale collegò l’attentato al conduttore di Report col fatto che – con le destre al potere – i giornalisti sarebbero in pericolo.
Vi ricordate? Su questo nostro sito siamo stati i primi ad andare a ripescare quel vecchio intervento della leader dem al congresso Pse ad Amsterdam. Riguardatelo qui. La leader del Pd, venuta a sapere della bomba piazzata poche ore prima, disse: “La settimana scorsa Meloni a Firenze ha detto che l’opposizione è peggio di Hamas. Voglio solidarizzare con Ranucci, vittima di un attentato terribile: la libertà e la democrazia sono a rischio quando l’estrema destra è al governo”. Che, letto anche da un bambino di 5 anni, sta a significare: c’è la destra a Palazzo Chigi, quindi esplodono le bombe sotto casa dei giornalisti che sono in pericolo.
Già a suo tempo la dichiarazione fece discutere. E Schlein dovette fare una mezza marcia indietro. Ma rilanciando questo video, con il solo commento “che imbarazzo”, Ignazio La Russa non ha in alcun modo attaccato Schlein perché difese Ranucci. L’ha giustamente criticata per il modo in cui l’ha fatto. Per aver fatto intendere che lo scoppio di quell’ordigno potesse essere in qualche modo colpa dell’ambiente che si era andato creando in Italia a causa del governo Meloni. Era un’uscita infelice allora, lo è ancora di più oggi che scopriamo – secondo la Procura – che il mandante di quell’ordigno sarebbe Valter Lavitola, amico fraterno della vittima. Sembra roba da niente, ma quel titolo fa tutta la differenza del mondo. Proviamo quindi a correggerlo: “La Russa attacca Schlein sul caso Ranucci: “Che imbarazzo”. Sarebbe bastato poco.
Il Corsaro Nero, 13 luglio 2026
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