Cronaca

Lavitola preso con valigie pronte, gli incontri anche in Rai. E con Ranucci è lite: “Quello str…”

Nuove rivelazioni sulla bomba contro il conduttore di Report. Valter difende Tavares: "se la bomba l'ha davvero messa lui, allora l'ho messa pure io"

lavitola ranucci
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Si colora sempre più di mistero la storia che ruota attorno all’attentato contro Sigfrido Ranucci per cui è indagato, come mandante, Valter Lavitola, amico del giornalista ed ex faccendiere. Per mettere insieme i tasselli del puzzle occorre leggersi i giornali, ognuno gravido di un qualche dettaglio.

Le nuove rivelazioni

Partiamo dal Giornale, secondo cui gli investigatori romani non escluderebbero l’ipotesi – tutta da verificare – che la pista più interessante sia proprio quella che porta al presunto “favore” per rendere Ranucci più appetibile come possibile leader del campo largo. In fondo, il sondaggio predisposto da Lavitola dimostra che un’idea – il faccendiere – ce l’aveva eccome. E ne aveva parlato con lo stesso conduttore di Report.

L’altra notizia ce l’ha il Corriere della Sera, secondo cui “Valter Lavitola non solo ospitava nel suo bistrot di mare Cefalù, nel cuore di Monteverde, il suo amico Sigfrido Ranucci, ma lo andava a trovare anche in via Teulada, zona Prati, dove c’è la redazione della trasmissione d’inchiesta, o negli immediati dintorni. Sono i giornalisti di Report a raccontare al Corriere di averlo visto «almeno tre o quattro volte» bazzicare da quelle parti, in redazione o sotto gli studi Rai. Chiacchiere tra amici. Da una prima verifica degli accessi risulterebbe solo un pass a nome del ristoratore, ex faccendiere, risalente al 2021″.

Ed eccoci al colpo di scena, anticipato da Giletti in un video ieri sera e confermato oggi sia da Repubblica che dal Domani. Lavitola era pronto ad andarsene dall’Italia. Il giorno in cui è stato raggiunto dalle forze dell’ordine e formalmente indagato, il faccendiere aveva già le valigie pronte. Pare fosse in procinto di raggiungere in Camerun l’altro indagato, Clesio Gomes Tavares, l’uomo che avrebbe fatto da tramite con gli esecutori materiali e che la sera del sopralluogo era con lui sotto casa di Ranucci. Secondo la versione fornita dagli indagati ai pm, Tavares sarebbe in Africa per lavorare ad un progetto sui carbon credit. E non per sfuggire alla giustizia italiana. “Mi hanno fermato mentre caricavo le valigie in macchina e non mi hanno fatto niente — ha spiegato Lavitola al Domani — Se gli investigatori avessero avuto prove in mano perché non arrestarmi?”. Resta la stranezza di quel rapporto con Tavares  (“lo considero come mio figlio”) che, per sua stessa ammissione “non è uno stinco di santo, non escludo sia un picchiatore e recentemente è rimasto coinvolto in una rissa: ha avuto una denuncia”. Però “se la bomba l’ha davvero messa lui, allora l’ho messa pure io. Non c’entra niente in questa storia e mi ci gioco tutte e due le palle”.

Fanno discutere intanto i rapporti tra Lavitola e Ranucci. Rapporti che forse si stanno incrinando dopo che il conduttore di Report non ha escluso, in via ipotetica, che dietro l’attentato del 16 ottobre scorso ci sia l’amico ristoratore. “Se questo stronzo dice di avere anche un minimo dubbio sul fatto che possa essere stato io, vado lì dove si trova e gli sputo in faccia“, dice Lavitola. “Anni fa sono già stato tradito da mia sorella che davanti ai pm ha fatto dichiarazioni folli”. Eppure il giorno in cui è stato indagato, è proprio a Ranucci che Lavitola manda un messaggio “nel quale gli ho detto quasi addio”. A quel punto sono rimasti “2 ore e 40 al telefono”. A dirsi cosa? “Gli inquirenti credono che io abbia voluto aiutare Sigfrido, ma farò fare delle indagini difensive. Io ho capito com’è andata la vicenda, per tre quarti, ma non lo voglio dire agli inquirenti perché ci devono arrivare da soli”

La Rai sospende Report

Intanto la Rai ha deciso di sospendere “cautelativamente” le repliche estive della trasmissione “Report”, in attesa degli sviluppi delle indagini giudiziarie riguardanti Sigfrido Ranucci. L’inchiesta attualmente in corso riguarda un presunto attentato al giornalista e il possibile coinvolgimento di Valter Lavitola, indicato dagli inquirenti come sospetto mandante. Lavitola, noto per il suo ruolo in vari contesti politici e giudiziari, ha negato qualsiasi complicità o responsabilità nel caso.

La decisione della Rai riguarda esclusivamente le repliche estive. La nuova stagione di “Report” rimane confermata e riprenderà su Rai 3 nel novembre prossimo. Secondo quanto emerge dallo stesso ente, questa misura è stata presa a tutela del programma e del suo valore editoriale, pur garantendo un approccio “garantista” nei confronti di Ranucci.

Sigfrido Ranucci, conduttore e giornalista di “Report”, ha reagito con durezza alla decisione di sospendere le repliche estive del programma. Ranucci ha definito la scelta un atto di “delegittimazione” non solo del suo lavoro personale, ma anche di quello di tutta la redazione. Ha inoltre sottolineato come le puntate sospese fossero già state trasmesse in precedenza e si trattasse di inchieste giornalistiche di grande valore per l’informazione e la democrazia. Le dichiarazioni di Ranucci evidenziano la sua preoccupazione per il messaggio che questa decisione potrebbe trasmettere al pubblico.

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