Green pass: Svizzera, Austria e Israele ci ripensano

Ormai solo l’Italia insiste con le restrizioni: elvetici, israeliani e austriaci verso la normalità. Noi no

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Il mondo riapre e l’Italia chiude. Questa è la triste realtà che sono costretto a raccontare. Dopo la Danimarca, la Finlandia, la Gran Bretagna, la Svezia, anche la Svizzera, Israele e l’Austria eliminano le misure anti Covid.

Addio restrizioni: la Svizzera riapre

Il Consiglio federale elvetico, ha stabilito che, ristoranti, strutture per la cultura, strutture aperte al pubblico e manifestazioni saranno di nuovo accessibili senza mascherina e green pass. Abrogata anche la raccomandazione dello smart working. L’evoluzione della pandemia è favorevole e ci permette di fare “un passo decisivo e importante ” verso la normalità, ha sottolineato mercoledì il presidente della Confederazione Ignazio Cassis: “la luce è davvero all’orizzonte”. “Questa nuova fase richiede una capacità di adattamento per imparare a vivere con questo virus, un virus in più”, ha proseguito il consigliere federale ticinese. Con la scomparsa della maggior parte delle restrizioni, la società deve trovare un nuovo equilibrio. Ma il ritorno alla normalità non va temuto. Più libertà significa però anche più responsabilità” e Cassis ha inviato la popolazione a mostrare rispetto e solidarietà reciproca, ricordandosi che vi sono alcune persone vulnerabili che hanno ancora bisogno di essere protette. Al fine di tutelare i più vulnerabili, il Governo ha deciso di mantenere in vigore sino alla fine di marzo solo due misure: l’obbligo di indossare le mascherine sui trasporti pubblici e nei centri sanitari, e l’isolamento per almeno cinque giorni delle persone che risultano positive al Covid-19.

L’azione del Governo è stata accolta con entusiasmo dai rappresentanti di quei settori più colpiti dalle misure restrittive. Il presidente della Federazione dell’albergheria e della ristorazione svizzera Casimir Platzer ha espresso “grande gioia per il fatto che è nuovamente possibile servire tutti i clienti”. Purtroppo i danni economici restano gravi. “Ci vorrà tempo affinché le aziende possano riprendersi”, ha avvertito Platzer.

L’Austria allenta le maglie

Anche a Vienna si comincia a vedere la luce in fondo al tunnel. L’Austria infatti consentirà anche ai viaggiatori non vaccinati, ma in possesso di tampone negativo, di entrare nel Paese dal 5 marzo prossimo. “Le restrizioni saranno anche allentate quando si entra in Austria: si applicherà la regola 3-G (vaccinato, guarito o sottoposto a tampone), ad eccezione degli arrivi da Paesi in cui si stanno diffondendo varianti di coronavirus”, ha detto il ministro degli Affari sociali, dell’Assistenza sanitaria e della Protezione dei consumatori austriaco, Wolfgang Muckstein. Buone notizie anche per i cittadini austriaci. La regola del 3G verrà revocata e non sarà necessario presentare il lasciapassare per entrare nei luoghi pubblici. Addio all’uso obbligatorio della mascherina in tutto il Paese, anche all’interno, ad eccezione di ospedali, case di cura, trasporti pubblici, negozi alimentari, uffici postali e bancari.

Il segnale di Israele

Notizie positive arrivano anche da Israele. Il premier Naftali Bennett ha annunciato una riduzione delle restrizioni. “Questa ondata – ha spiegato – si sta rompendo. Per quanto mi riguarda, dobbiamo prepararci ad allentare le restrizioni presto”. I ben informati ritengono che il governo stia pensando di abolire il green pass il 1 marzo e di permettere l’ingresso nel Paese anche ai bambini oltre i 5 anni non vaccinati. In discussione anche l’ipotesi di non chiedere più ai turisti un test anticovid (antigenico o rapido) prima di volare verso Israele, mentre potrebbe rimanere quello richiesto all’arrivo in aeroporto.

Mezzo mondo riapre, l’Italia no

Tante Nazioni ormai stanno tornando alla normalità, favorendo in tal modo la ripresa economica e la tutela dei diritti fondamentali dei propri cittadini. Purtroppo in Italia continuano ad essere attive le restrizioni con pesanti ricadute in termini negativi sull’economia reale, sulle libertà personali e sul morale della popolazione. Di recente, inoltre, abbiamo evidenziato che il green pass anziché frenare l’epidemia potrebbe addirittura finire col favorirla. Davanti al mondo intero che apre e con grande forza di volontà è pronto a continuare il viaggio dell’umanità verso il progresso al fine di raggiungere nuovi traguardi, anche l’Italia è simbolicamente chiamata ad abolire tutte le restrizioni ed avviare l’edificazione di una società all’avanguardia. Se non ora, quando?

Carlo Toto, 17 febbraio 2022

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