Giustizia

Inchiesta Milano: cari pm e giornali, costruire non è un crimine

Il dibattito è rovente, ma storcere il naso è legittimo. Avete letto cosa (come) scrivono i pm?

sala inchiesta milano

Sarà il tempo a dirci se le accuse mosse dalla Procura di Milano troveranno riscontri oggettivi. I fatti sono noti a tutti. I pm meneghini hanno chiesto l’arresto di sei persone, compreso un assessore della giunta Sala, sulla base di una serie di accuse: corruzione, falso, abuso d’ufficio e violazione delle norme sul conflitto di interessi. La tesi è questa: chi è stato iscritto nel registro degli indagati avrebbe favorito progetti urbanistici privati in cambio di incarichi e denaro. In altri termini, avrebbero alterato il giusto funzionamento delle procedure di valutazione.

Ma c’è un piccolo dettaglio che è necessario rimarcare, considerando il pressing delle toghe e di certi giornali sul modello Milano, ossia sul progetto di sviluppo che ha reso la città una delle più attraenti al mondo: costruire non è un crimine. Secondo voi gli investimenti, il miglioramento urbano, l’approdo di nuove realtà avviene così dal nulla? Come si genera ricchezza? Come si creano posti di lavoro? Come si rigenerano le aree industriali dimenticate e ormai dismesse? Domande retoriche. E anche dare uno sguardo ai numeri non è una cattiva idea. Negli ultimi dieci anni, spinta dal traino dell’Expo, Milano ha vissuto un’espansione immobiliare senza precedenti,

I dati Istat parlano chiaro: tra il 2015 e il 2024 nel capoluogo lombardo sono stati costruiti 17 milioni di metri cubi di nuove abitazioni e 29 milioni destinati ad altri usi. Si tratta di edifici sia di nuova costruzione sia ricostruiti partendo da strutture esistenti. Per avere un termine di paragone, in tutta Italia nello stesso periodo sono stati realizzati 189 milioni di metri cubi residenziali e 455 milioni non residenziali. Milano, da sola, ha quindi prodotto circa un decimo dell’intero volume edificato a livello nazionale, superando perfino la somma delle volumetrie realizzate in Piemonte e Toscana messe insieme. Repubblica vende questi dati in fare negativo, noi no.

Questa ondata di nuove costruzioni ha infatti attratto capitali per cifre colossali, con buona pace di comunisti e affini. Secondo una stima di Reuters, dal 2015 a oggi, a Milano sono confluiti investimenti per circa 30 miliardi di euro. I dati di Cbre, che monitora annualmente il mercato immobiliare italiano, confermano la tendenza: 5 miliardi nel 2022, 1,75 miliardi nel 2023 e 3,5 miliardi nel 2024. In media, un terzo degli investimenti immobiliari totali in Italia finisce proprio su Milano.

Nonostante la crescita del patrimonio edilizio, evidenzia Repubblica, la domanda ha continuato a superare l’offerta, facendo impennare i prezzi. Secondo Idealista Insights, il valore degli immobili in città è aumentato del 56% dal giugno 2015 a oggi. Ancora più marcata la crescita degli affitti, che nello stesso arco di tempo sono saliti del 63%.

Un’impennata che ha fatto la fortuna dei proprietari di casa, che hanno visto aumentare significativamente il valore dei propri beni, ben oltre l’inflazione. Certo: questo rende più complicato per le coppie acquistare un immobile in centro o nelle zone limitrofe, così come trovare un affitto a prezzi bassi. Ma questo non ha nulla a che vedere con l’inchiesta sull’urbanistica. E di certo le leggi del mercato non possono essere messe in carcere dai magistrati.

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Ma c’è anche un aspetto che non va sottovalutato. Avete letto cosa hanno scritto i pm nelle carte dell’inchiesta? O meglio: avete fatto caso alla terminologia? La pomposità sembra la stella polare. Dal “fulgido esempio” al “a favore degli oligarchi” (ma di che stiamo parlando?), o ancora il “piano di affari occulto”: una narrazione epica più che un’inchiesta. Atti che sembrano quasi indirizzati a compiacere i media, quasi pensati per regalare titoli ad effetto.

Emblematico il passaggio dedicato a Stefano Boeri e al già citato Sala: secondo i pm l’archistar utilizzerebbe “toni di comando”. Ecco il messaggio in relazione al progetto dello stesso Boeri sul Pirellino che, in quei giorni, non sta ottenendo il cosiddetto via libera. “Ciao Beppe. Scusa il disturbo su un tema che mi riguarda come prof. Davvero non avrei voluto farlo ma domani ho conferimento in Commissione Paesaggio dopo due bocciature su Progetto Bosco Verticale Porta Nuova. Ne ho parlato a lungo con Giancarlo, Mario e Malangone. Marinoni sta sbagliando nel chiederci variazioni che non c’entrano nelle competenze della commissione. E non solo con noi. Se insiste rischiano rottura e ricorso Tar e Catella che va sui giornali. Ho suggerito di spostare conferimento. Scusa, ultima cosa crearti problemi ma prendilo come warning per domani. Ciao”. Toni da comando? Punti di vista, per carità. Ma anche la risposta di Sala non sembra affatto obbedienza a toni da comando: “Mi dicono che non è solo il Presidente. Ovviamente so quello che mi riferiscono. E devo fidarmi del giudizio di Giancarlo (l’assessore Tancredi, ndr). Domani mattina comunque rivedo con calma”. Storcere il naso è legittimo…

Franco Lodige, 18 luglio 2025

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