Inchiesta Milano, il Corriere è definitivamente impazzito

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Sala Tancredi Boeri

Ci sia concesso un piccolo, piccolissimo appunto. Una nota a margine sull’inchiestona di Milano che, al momento, pare tanto fumo e niente arrosto. Fumo, ovviamente, basato sulle tesi della procura, debitamente rilanciate dai giornali, con tanto di chat spiattellate al pubblico ludibrio anche quando non contengono nulla che appaia davvero penalmente rilevante.

Su queste colonne ne abbiamo parlato diffusamente: nella Zuppa di Porro e analizzando qui e qui tutto quello che non ci torna in questa ennesima “Tangentopoli” de noantri. La nota a margine, dicevamo, riguarda il Corriere della Sera, quotidiano di Milano, ben inserito in città, silenziosamente sostenitore di questo sindaco su Gay Pride e Ztl green salvo poi abbandonarlo al suo destino alla prima difficoltà giudiziaria. Scrive via Solferino in un suo articolo online la seguente castroneria:

“Sono accuse terribili quelle della Procura di Milano, accuse che non si limitano a singole personalità – ovviamente tutte presunte innocenti fino a prova contraria e iter giudiziari completati – ma che indicano un sistema marcio e colpiscono al cuore il cosiddetto modello Milano“.

Cioè, mi scusi, direttorissimo Fontana: siete seri? O i 74 indagati sono presunti innocenti come scritto, e quindi l’intera storiella della Procura un possibile malinteso tutto ancora da dimostrare; oppure siamo di fronte ad un sistema marcio. Tertium non datur. Le due cose non possono stare insieme: non possiamo considerare gli indagati innocenti e al tempo stesso già descrivere il modello come corrotto. Non ha senso. Perché qualora l’eventuale processo dovesse concludersi con una raffica di assoluzioni -ed è altamente possibile- non avremmo alcun impianto urbanistico illegale ma il suo opposto.

Detto in altro modo: se diamo per buone le tesi della procura sulla “incontrollata espansione edilizia”, come sta facendo il Corsera, allora è inutile buttare lì la storiella dei presunti innocenti. Se considerate già a prescindere il modello putrefatto, deviato e depravato, prima ancora che la difesa possa dire beh, allora finitela con questa pantomima: ditelo chiaramente che vi fa schifo la Milano ricca e dinamica costruita in questi anni e amen. Altrimenti attenetevi alla logica: il sistema urbanistico meneghino non è marcio. Lo sarà, forse, chissà, semmai, solo qualora le mirabolanti tesi della procura verranno confermate in tre gradi si giudizio. Chiaro?

Giuseppe De Lorenzo, 18 luglio 2025

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