Il giudice per le indagini preliminari di Milano, Mattia Fiorentini, ha disposto sei arresti nella maxi inchiesta legata all’urbanistica cittadina. I provvedimenti toccano nomi di rilievo del settore pubblico e privato. Tra questi, sono finiti agli arresti domiciliari Giancarlo Tancredi, ex assessore alla Rigenerazione Urbana del Comune di Milano, e Manfredi Catella,amministratore delegato di Coima. Le misure riguardano accuse di corruzione, falso e induzione indebita a dare o promettere utilità.
Chi sono le altre persone raggiunte dai provvedimenti
Oltre a Tancredi e Catella, l’ordinanza del gip coinvolge Giuseppe Marinoni, ex presidente della Commissione per il Paesaggio del Comune, e Alessandro Scandurra, architetto e membro della stessa commissione. Anche Federico Pella, ex manager della società di ingegneria J+S, si trova agli arresti domiciliari. Invece, Andrea Bezziccheri, imprenditore di Bluestone, è stato portato in carcere. I sei sono accusati, secondo le indagini, di avere partecipato a un sistema illecito che ruotava intorno al settore edilizio milanese.
Le indagini hanno portato il giudice a firmare i provvedimenti per reati come corruzione, falso e induzione indebita a dare o promettere utilità. Gli atti ufficiali parlano di un presunto piano per una vasta speculazione edilizia su Milano. Per gli inquirenti, alcune delle persone coinvolte avrebbero favorito pratiche e ottenuto vantaggi illeciti nella gestione delle trasformazioni urbane della città. Tutte accuse ancora da dimostrare in un processo che si annuncia lungo e per nulla scontato.
Gli interrogatori e la decisione del gip
Il 23 luglio si sono tenuti gli interrogatori preventivi davanti al gip Mattia Fiorentini. Tutti e sei gli indagati hanno risposto alle domande sulle accuse mosse dalla Procura. Dopo questi colloqui, il giudice ha deciso di accogliere le richieste arrivate dai pubblici ministeri, scegliendo la custodia cautelare per i sei soggetti coinvolti nell’inchiesta. Gli arresti sono stati notificati il 31 luglio, ponendo fine a un lungo periodo di attesa da parte degli indagati.
L’ordinanza firmata dal giudice per le indagini preliminari sottolinea la necessità di “interrompere la spirale di affari e corruttiva” che secondo le accuse avrebbe preso piede in alcuni settori legati alle pratiche urbanistiche milanesi. Le persone raggiunte dai provvedimenti mantengono le proprie posizioni e, per ora, non sono state rese note dichiarazioni ufficiali da parte dei loro legali.
Articolo in aggiornamento
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


