Cronaca

Inni al Duce nella sede Fdi, il Pd non dia lezioni: quando condanna il suo pro Br?

La sezione di Gioventù Nazionale di Parma commissariata prima della pubblicazione del video sui giornali

Il commento di Francesco Giubilei sul caso di Parma.


Nella sede provinciale di Fratelli d’Italia a Parma, in Borgo del Parmigianino, alcuni giovani hanno intonato cori fascisti e inni al Duce, come mostra un video diventato virale sui social. Le immagini, diffuse anche su Instagram, risalgono al 28 ottobre 2025, data che coincide con l’anniversario della marcia su Roma. Tra i brani cantati, figura “Me ne frego”, canzone del repertorio fascista. Nel video si sentono chiaramente frasi come: “Se il sol dell’avvenire è rosso di colore, me ne frego di morire sventolando il tricolore! Ce ne freghiamo della galera, camicia nera trionferà”. Il tutto si conclude con cori che inneggiano al Duce. All’interno del locale viene ripresa anche una bandiera tricolore sventolata.

Il commissariamento della sezione giovanile

A seguito dell’episodio, il coordinamento regionale di Gioventù Nazionale Emilia-Romagna ha deciso di commissariare immediatamente la federazione provinciale di Parma. In una nota, il movimento giovanile di Fratelli d’Italia ha dichiarato: “In accordo con i vertici nazionali, si è proceduto al commissariamento immediato della federazione per motivi di incompatibilità politica. Si procederà quanto prima alla nomina di un commissario”. Fabio Roscani, deputato di Fratelli d’Italia e presidente nazionale di Gioventù Nazionale, ha ribadito che nel movimento non c’è spazio per comportamenti incompatibili con i valori della libertà e della democrazia.

Le reazioni del Partito Democratico

La vicenda ha suscitato indignazione nella politica locale e nazionale, in particolare tra le file del Partito Democratico. Luigi Tosiani, segretario regionale del PD Emilia-Romagna, ha dichiarato: “A Parma, dentro e fuori la sede di FdI e Gioventù Nazionale, si inneggia al fascismo e al Duce con orgoglio. Proviamo vergogna e sdegno pensando ai valori della nostra Emilia-Romagna, a chi ha combattuto e dato la vita per liberare il nostro Paese”. Chiara Braga e Francesco Boccia, capigruppo PD alla Camera e al Senato, hanno chiesto una condanna netta da parte della premier Giorgia Meloni: “Questa volta la matrice è chiara: giovani inneggiano al Duce in una sede di FdI. Meloni dovrebbe ricordare ai suoi giovani che la Costituzione su cui ha giurato è nata dalla Resistenza”.

Il sindaco di Parma, Michele Guerra, è intervenuto condannando fermamente l’episodio. “I valori che rappresenta questa città sono del tutto alternativi e contrapposti a quelli che, senza pudore, propagandano nella sede di Fratelli d’Italia, dove si inneggia al Duce e si cantano cori per le camicie nere. Parma non accetterà né ora né mai squallida propaganda di un tempo passato e orrendo. Non lo ha fatto da 80 anni a questa parte, non lo farà nemmeno ora”, ha dichiarato.

La replica di FdI

Il coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia Parma è stato netto ha replicato duramente alle accuse dei dem. “Non c’è bisogno che ci si dica come comportarci rispetto a situazioni su cui, da sempre, abbiamo mostrato massima chiarezza e nettezza. Non accettiamo lezioni”, hanno spiegato. Il deputato e presidente di Gioventù nazionale Fabio Roscani ha aggiunto che il movimento “ha provveduto immediatamente appena appreso il fatto, a commissariare la federazione provinciale di GN di Parma, comunicandolo con una nota nelle prime ore del mattino e ben prima della pubblicazione del video”. Rosani ci tiene a far sapere che Fdi dimostra di agire “con chiarezza e nettezza” di fronte a questi episodi “ribadendo che non c’é spazio nel nostro movimento per comportamenti incompatibili con i valori della libertà e della democrazia”. Però “allo stesso tempo non accettiamo lezioni dalla sinistra e aspettiamo ancora dai vertici nazionali del Partito democratico che fino ad oggi non hanno detto una parola di condanna, o preso le distanze, quando giovani esponenti del Pd si facevano fotografare con indosso magliette inneggianti alle Brigate Rosse“. Sulla stessa linea anche Michele Barcaiuolo: “La condanna auspicata dal Pd è già stata emessa con il commissariamento dei vertici locali di Gn e con l’immediata attivazione delle procedure di allontanamento dei soggetti che verranno identificati come responsabili di quanto avvenuto, se iscritti all’organizzazione giovanile. Aspettiamo invece ancora che il Pd condanni e allontani gli amministratori e i propri iscritti che partecipano a manifestazioni contro la polizia, occupano i binari delle stazioni, indossano magliette inneggiando le Br”.

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