Insulti choc dei Pro Pal alla Brigata Ebraica: “Siete solo saponette mancate”

La denuncia dell'esponente Pd Fiano. Tensioni al corteo per il 25 aprile. Fischi e insulti: "Cacciato dal corteo, mai successo in 50 anni"

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brigata ebraica

Come a Roma, dove alcuni attivisti pro-Ucraina sono stati cacciati dalla manifestazione indetta dall’Anpi, anche a Milano non potevano che esserci tensioni. Come ogni anno. E infatti alla partenza del corteo per la Liberazione ci sono stati momenti di tensione tra le associazioni palestinesi e la Brigata Ebraica.

“Uno ci ha detto, siete solo saponette mancate”, ha denunciato l’esponente del Pd Emanuele Fiano parlando delle contestazioni ricevute dalla Brigata ebraica dai manifestanti Pro Pal. Non sono mancati i fischi. Nello spezzone del corteo dedicato alla Brigata Ebraica è presente anche Luciano Belli Paci, figlio di Liliana Segre, protetto da un ampio schieramento di forze dell’ordine.

Nei video si sente anche qualcuno urlare contro la Brigata Ebraica: “Assassini”, “fuori dal corteo” e “Israele fascista stato terrorista”. Nello spezzone Pro Pal si vede sventolare anche una bandiera della Repubblica Islamica dell’Iran, quella guidata dagli Ayatollah. Per questo alcuni attivisti presenti nello spezzone della Brigata Ebraica, esuli iraniani, hanno urlato “Repubblica Islamica terrorista, fuori dal corteo”. Insieme alla Brigata ci sono anche esponenti ucraini.

Gli agenti hanno dovuto fare da scudo per dividere i due spezzoni. Alla faccia della “festa condivisa”.

Mentre la testa del corteo del 25 aprile a Milano era quasi arrivata in piazza Duomo, il resto del corteo è rimasto bloccato per ore proprio dai Pro Pal che non volevano far andare avanti la Brigata Ebraica. È stato tutto fermo tra corso Venezia e via Senato. La polizia, per ragioni di ordine pubblico, ha chiesto alla Brigata ebraica di uscire dal corteo. Cosa che giustamente non avevano nessuna intenzione di fare. Alla fine, però, la Digos li ha convinti. “Io non so che notizie abbiano riferito a Pagliarulo, ma evidentemente gli hanno riferito delle notizie sbagliate”, ha detto Emanuele Fiano rispondendo al presidente nazionale dell’Anpi convinto che fosse stata la Brigata a bloccare il corteo. “La brigata ebraica con dietro i ragazzi dell’Hashomer Hatzair e lo striscione di ‘Sinistra per Israele, due popoli, due Stati’ si è inserita nel corteo seguendo le istruzioni della polizia che ha deciso esattamente dove e quando doveva entrare” e “la Brigata ebraica non si è fermata all’incrocio tra via Senato e corso Venezia, ma è stata fermata da qualche migliaio di persone che, siccome la Brigata Ebraica ha un vessillo con la stella di Davide – ha aggiunto -, siccome Sinistra per Israele ha un vessillo con la stella di Davide, hanno ritenuto, in nome di una loro versione della libertà, che queste persone non potessero sfilare. Punto. Non ci sono altre motivazioni”. E ancora: “Il presidente dell’Anpi di Milano sapeva benissimo che c’erano queste bandiere. Non ha affatto detto di non portarle. Quindi le ragioni che sta adducendo Pagliarulo, non so perché, sono del tutto prive di fondamento. A Milano una minoranza estremista ha deciso di discriminare un’altra minoranza in rappresentanza di varie organizzazioni della comunità ebraica ed è un fatto vergognoso che l’Anpi dovrebbe condannare con tutta la forza possibile”.

Alla fine, quindi, i manifestanti ebrei sono stati scortati via dalla polizia. Di fatto cacciati. “Da italiano, figlio di partigiano ed ebreo, è stata un’esperienza traumatica. Il corteo del 25 aprile, simbolo della Liberazione dal nazifascismo, è stato stravolto e ha calpestato i valori della Resistenza”, ha fetto il presidente della FIEP, Carlo Riva. “Mi sono sempre richiamato a valori progressivi e sono allarmato dalla deriva antisemita che appare ormai trasversale nel panorama politico.”

Dure critiche sono arrivate anche alla delegazione dei Giovani di Forza Italia, invitati anche loro ad andarsene.

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