L’Italia, come tutti gli altri Paesi dell’Occidente, deve pensarsi come una società complessa, multietnica, in cui vivono persone provenienti da Paesi e culture diversi. Questa caratteristica chiama tutti ad una responsabilità che è quella della conoscenza. Cosa occorre conoscere? Innanzitutto se stessi, la propria storia, le proprie origini, quello che ha fatto grande l’Italia e quello che invece non è stato positivo.
Dalla conoscenza di se stessi si passa alla conoscenza degli altri, perché avvenga una reale accoglienza ed una reale integrazione. Io accolgo l’altro solo conoscendo da dove vengo e l’altro si integra, e io mi sforzo perché ciò avvenga, conoscendomi e accettando i principi giuridici e culturali della mia nazione. L’altro potrà dare il suo apporto che è qualcosa che va ad aggiungersi, non a togliere la mia storia. L’integrazione avviene nell’accettazione, non nella negazione. Per fare questo noi dobbiamo investire nell’educazione, in particolare nel dare autorevolezza al ruolo dei genitori, poi a quello degli insegnanti. Ma i primi che devono essere autorevoli, in quanto conoscitori della realtà, sono i genitori ai quali spetta il diritto loro proprio di educare i figli secondo i propri principi educativi.
La scuola è in questa opera un’ancella della famiglia e la famiglia deve trovare nella scuola una sponda certa e solidale. Da qui nasce l’importanza della libertà educativa: il patto tra scuola e famiglia deve essere solido e questo patto può essere stretto solo se la famiglia può scegliere, esattamente come prevede la Costituzione, a costo zero, la scuola che ha l’offerta formativa più coerente con i propri principi educativi. Se il genitore dice A e il docente dice B, cosa comprendono i giovani? Li abbandoniamo al relativismo con tutte le sue conseguenze più dure. I genitori devono poter scegliere all’interno di un’offerta formativa, sotto lo sguardo garante e controllore dello Stato, la scuola per i figli, non per dividere, non per creare percorsi di serie A e di serie B ma per formare i cittadini a conoscere, a vivere in una società, ad aprirsi agli altri, in modo serio e non qualunquista.
L’offerta formativa della scuola è la prima chiave di interpretazione della realtà e non può essere lasciata in balia del caso. Il carattere multietnico della nostra società richiede conoscenza, formazione, apertura e coraggio dell’intransigenza. Solo persone formate in modo coerente, tra scuola e famiglia, possono essere in grado di affrontare le sfide della società del futuro. Tutto passa dall’educazione ma l’educazione deve essere libera, scelta in un ventaglio di proposte il cui riferimento deve essere la Costituzione. Ed è chiaro che l’autorevolezza passa dal rispetto delle regole che non vincolano la libertà del singolo ma lo chiamano alla responsabilità. Per questo la scuola del merito, liberamente scelta dai genitori, è l’unica via percorribile se vogliamo dare ai nostri giovani gli strumenti per vivere la società di oggi che non ha bisogno di muri ma di ponti fondati sulla conoscenza.
Suor Anna Monia Alfieri, 17 dicembre 2025
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