Cronaca

Esclusiva

Irregolare e recidivo: chi è il marocchino che ha massacrato il poliziotto

L’agente operato d’urgenza dopo tre coltellate: è grave e in pericolo di vita. L’immigrato lanciava sassi contro treni e persone a Lambrate: arrestato e portato a San Vittore

poliziotto accoltellato chi è l'aggressore

L’identikit è chiaro, cronaca ricorrente in una città che deve fare i conti con tanti, troppi immigrati clandestini senza volto e con una infinità di alias. Il 37enne che ha accoltellato un poliziotto alla stazione di Lambrate di Milano, e che ora combatte tra la vita e la morte, è un marocchino irregolare già conosciuto alle forze dell’ordine. Si chiama Hasan Hamis, è arrivato in Italia nel 2002 e ha sempre vissuto nell’ombra tra Napoli e Casera. Ventuno anni da irregolare, sempre sul crinale della criminalità con precedenti per rapina aggravata, furto, lesioni personali, stupefacenti e sequestro di persona, nonché condannato per reati in materia di stupefacenti e contro il patrimonio.

Per diversi anni, dal 2013 al 2020, fa avanti e indietro dal carcere di Poggioreale a Napoli e da quello di Ariano Irpino. Dal 9 giugno 2020 al 4 luglio 2023 sconta una condanna a 3 anni di reclusione per rapina e lesioni. Aveva ricevuto diversi ordini di espulsione ovviamente disattesi. Anzi: per la precisione il prefetto di Napoli aveva adottato due provvedimenti nei suoi confronti: il primo nel 2004 e il secondo nel 2012. Subito dopo la scarcerazione, nel luglio del 2023, il prefetto di Avellino aveva fatto lo stesso ma, visto che non vi erano posti disponibili nel Cpr per poterlo espellere, il Questore si era limitato a concedergli sette giorni di tempio per lasciare il territorio nazionale. Anche questo ordine prontamente disatteso.

“Durante la sua permanenza in Italia, il 37enne, mai evidenziatosi prima nella provincia milanese, è stato rintracciato e controllato per lo più sul territorio della Regione Campania – fa sapere la Questura -. L’Ufficio Immigrazione della Questura di Avellino ha attivato, nel 2021, le procedure di identificazione presso il consolato marocchino, con esito negativo, in quanto la richiesta non ha avuto riscontri dall’Autorità diplomatica di quel Paese”. L’uomo era già stato controllato altre volte: lo scorso 5 maggio era stato denunciato alla stazione di Bologna dalla Polfer per aver minacciato alcuni passeggeri a bordo di un treno armato di un rasoio.

Torniamo alla cronaca. È circa la mezzanotte tra mercoledì e giovedì quando la polizia ferroviaria si trova a dover fare i conti con un uomo che lancia pietre contro le persone, sulla strada e contro i treni in transito in stazione. Una donna, di 55 anni, viene colpita alla testa costringendola alle cure dell’ospedale per fortuna senza conseguenze. Gli agenti richiedono l’intervento delle volanti della Questura di Milano, titolata a trattare casi di questo tipo: l’uomo è molesto, in stato di agitazione, mette a repentaglio la sicurezza dei treni e delle persone. Sul posto arrivano due pattuglie dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico a tutela della comunità dotate anche di taser. Piccolo problema: l’immigrato indossa un giubbotto e pare che questo abbia fatto da scudo contro la scarica elettrica. È a questo punto che si scatena la furia dell’immigrato. Il 37enne, che nascondeva la lama nella manica, si avventa contro il vice ispettore Christian Di Martino, è armato di coltello, e lo colpisce per tre volte alla schiena. Sono fendenti che squarciano la carne e raggiungono gli organi interni.

Di Martino viene trasportato d’urgenza all’ospedale Niguarda in codice rosso, dove arriva intorno a mezzanotte e mezza. Le sue condizioni appaiono subito gravi e viene portato direttamente in sala operatoria a seguito dell’emorragia riportata per la lesione di alcuni organi. L’uomo viene subito preso in carico dal Trauma team che lo prima lo stabilizza e poi lo sottopone a diversi interventi chirurgici per cercare di salvare gli organi colpiti e contenere l’emorragia in corso. Secondo quanto risulta a Nicolaporro.it, l’agente avrebbe subito danni seri al rene e il duodeno e sarebbe andato incontro a diversi arresti cardiaci. Cinque per la precisione. I medici hanno dovuto utilizzare un grande numero di sacche di sangue e plasma durante l’operazione. Le ferite hanno toccato anche grandi vasi di torace e addome.

Adesso, secondo le agenzie il giovane sarebbe “in condizioni stabili seppur critiche”, ma i medici non hanno ancora sciolto la prognosi. L’intervento è durato sette ore: le operazioni sono terminate intorno alle 9-9.30 di stamattina. Trasferito in terapia intensiva in prognosi riservata, sedato e sotto monitoraggio, resta in gravissime condizioni.

Nell’aggressione restano feriti lievemente anche un agente di 23 e due di 34, medicati dalle auto mediche accorse sul posto. Il clandestino, intanto, viene arrestato dagli altri poliziotti intervenuti e trasferito a San Vittore. È già noto alle forze dell’ordine: nonostante utilizzi diversi alias, risulta avere diversi precedenti per reati contro le persone, contro il patrimonio e per resistenza a pubblico ufficiale.  Forse meritava di essere in galera, invece era libero di circolare per Milano. Pronto a lanciare sassi contro i treni. E a rischiare di uccidere un agente. Di soli 35 anni.

Articolo in aggiornamento

Franco Lodige, 9 maggio 2024

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