“La cultura dell’assassinio a sinistra…”. La tragica profezia di Charlie Kirk

Aveva parlato della violenza giustificata a sinistra. Poi è stato ucciso. Ma c’è ancora chi minimizza e chi lo deride: “Se l’è cercata”

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charles kirk

“La cultura dell’assassinio si sta diffondendo a sinistra. Il 48% dei progressisti afferma che sarebbe almeno in parte giustificato uccidere Elon Musk. Il 55% ha detto lo stesso di Donald Trump. In California, gli attivisti stanno intitolando le misure elettorali a Luigi Mangione. La sinistra è in preda a una frenesia violenta. Qualsiasi battuta d’arresto, che si tratti di perdere un’elezione o una causa in tribunale, giustifica una risposta estremamente violenta. Questa è la naturale conseguenza della cultura di protesta della sinistra che tollera violenza e caos da anni”. Questo tweet di Charlie Kirk risale a cinque mesi fa e si riferisce a un inquietante sondaggio riportato da Fox News sulla “cultura dell’assassinio” a sinistra sotto la presidenza Trump. In altri termini, si tratta di una tragica profezia, visto quanto accaduto poche ore fa alla Utah Valley University.

Il rapporto a cui Kirk faceva riferimento è quello realizzato dal Network Contagion Research Institute (NCRI) e i risultati sono a dir poco preoccupanti: la retorica politica violenta online, inclusi gli appelli all’omicidio di personaggi pubblici come il presidente Donald Trump ed Elon Musk, sta diventando sempre più normale, soprattutto a sinistra. Secondo il report, un numero crescente di persone è disposto a giustificare e persino ad applaudire gli omicidi in nome della politica e di un distorto senso di giustizia sociale. Questo agghiacciante cambiamento sembra essersi accelerato negli ultimi mesi. E purtroppo la teoria trova conferma in questi minuti, con i soliti soloni in giubilo per l’omicidio di Kirk. “Se l’è cercata” il commento più utilizzato, che del resto riflette l’intelligenza di chi lo proferisce.

“Ciò che prima era culturalmente tabù è diventato accettabile” aveva evidenziato a Fox News Digital Joel Finkelstein, autore principale del rapporto: “Stiamo assistendo a un chiaro cambiamento – glorificazione, aumento dei tentativi e cambiamento delle norme – che convergono tutti in quella che definiamo ‘cultura dell’assassinio’”. Un esempio su tutti: la glorificazione di Luigi Mangione, killer del CEO di UnitedHealthcare Brian Thompson nel dicembre del 2024.

Il NCRI ha condotto un sondaggio rappresentativo a livello nazionale su oltre 1.200 adulti statunitensi, ponderato in modo da riflettere i dati demografici del censimento nazionale. I risultati sono netti: circa il 38% degli intervistati ha affermato che sarebbe almeno “in qualche modo giustificato” assassinare Donald Trump e il 31% ha affermato lo stesso di Elon Musk. Per quanto riguarda le persone di sinistra, la giustificazione per l’omicidio di Trump sale al 55% e quella di Musk al 48%. Dati che dovrebbero preoccupare tutti quanti.

“Queste non sono opinioni isolate”, afferma il rapporto. “Fanno parte di un sistema di credenze strettamente interconnesso, legato a quello che chiamiamo autoritarismo di sinistra”. “Trump rappresenta il bersaglio perfetto per la cultura dell’assassinio. È potente, è ricco ed è provocatorio”, ha affermato Finkelstein a Fox News Digital. “Questo lo colloca al primo posto tra coloro che glorificano la violenza politica”. Finkelstein ha inoltre affermato che, sebbene esista un certo livello di sentimento violento a destra, “abbiamo riscontrato un’approvazione statisticamente più elevata dell’omicidio politico a sinistra, il 41% in più rispetto ai partecipanti di destra”. Charlie Kirk aveva ragione e purtroppo ha pagato con la vita l’estremismo di sinistra. Ma una cosa è certa: la sua morte non verrà dimenticata.

Franco Lodige, 11 settembre 2025

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