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La disobbedienza incivile della capitana Carola (e del partito anti italiano) - Seconda parte

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Riavvolgiamo il filo degli eventi: è andata a prelevare il carico di carne umana in acque libiche, anticipando la Guardia costiera; ha «parcheggiato» davanti a Lampedusa pur sapendo di non potere approdare; si è appellata alla Corte europea dei diritti dell’uomo per forzare la mano all’Italia; ha ignorato la sentenza della Corte in sostanza favorevole al governo; non ha rispettato il blocco navale.

Le leggi infrante avranno aspetti discutibili ma di certo non sono palesemente ingiuste. Spacciare la trasgressione per disobbedienza civile è soltanto cattiva retorica che ci potrebbe costare cara. Se queste violazioni sono atti di disobbedienza civile, significa che siamo già lanciati lungo un piano inclinato al fondo del quale ci attende il caos. Presto o tardi verremo a sapere che saccheggiare un supermercato è un gesto di disobbedienza civile (i poveri devono mangiare) e che «uccidere un fascista» è un dovere morale superiore alla legge. No, questa non è disobbedienza civile. È disobbedienza incivile.

Alessandro Gnocchi, Il Giornale 29 giugno 2019