“Cosa diavolo è diventato il Regno Unito” si chiede pubblicamente J.K. Rowling e si dà l’unica risposta possibile: “Un Paese totalitario”. Già, un Paese dove a lei incendiano casa, la inondano di minacce di morte e nessuno fa niente, dove una bambina di 12 anni viene aggredita dai suoi stessi insegnanti per essersi presentata col vestitino della Union Jack, dove vogliono vietare la bandiera di San Giorgio in quanto simbolo identitario. Dove un comico viene preso di peso all’aeroporto da 5 agenti di polizia e portato in caserma per due o tre post: “Se un maschio che si identifica come transgender si trova in uno spazio riservato alle donne commette un abuso e una violenza. Fate casino, chiamate la polizia e, se tutto il resto fallisce, dategli un pugno nelle palle”. Ingabbiato per aver detto la verità. Per avere invocato la polizia che, invece, è andata a prendere lui. Poi è finito in ospedale per lo choc. Ma i britannici debbono abituarsi, il loro Paese è il più totalitario d’Europa oggi. L’Inghilterra è uscita dalla UE ma resta il Paese più unionista di tutti, per dire il più conforme e vile, il più arreso al woke e alla sostituzione etnica e culturale. Tutte le trenta maggiori città del Regno amministrate da sindaci musulmani, un monarca che corre dietro alle sirene ambientaliste e integrazioniste, una Famiglia Reale minata dai cancri dopo essere stata in blocco testimonial dei vaccini. E un premier fallito, un mollaccione efferato dalle attitudini inequivocabili: ha scaricato il Paese nell’autoritarismo, ha coperto lo scandalo, trentennale, delle bande di pakistani che esercitavano il racket su minorenni inglesi povere, ha più volte represso le proteste con la violenza. Di passata, si ritrova un debito stellare, pari al PIL, e una voragine di 60 miliardi che, esattamente come in Francia, spalancano prospettive inquietanti in un Paese la cui tenuta sociale, civile è saltata. Ma lui lascia arrestare i comici.
Che diavolo è diventato questo Paese? Un inferno, peggio che negli anni Settanta in attesa della Thatcher. Un laboratorio autoritario, esattamente come l’Italia di Conte, Draghi e Mattarella in pandemia. Sono Stati dove lo Stato di diritto viene progressivamente sfasciato, il garantismo democratico privato di senso, lo si applica solo ai tagliagole etnici, ai maranza, ai fondamentalisti. A Molenbeek, dove il Belgio si è già arreso, una assessora dice: se non vi sta bene il velo vi conviene sparire, e lo dice con la risata sanguinaria della sharia. Starmer può fare quello che vuole, finché lo può fare, nel silenzio del Re; verrà castigato alle prossime elezioni, ma per il momento insiste nelle sue ambiguità: promette giro di vite sull’accoglienza, ma siccome gli inglesi gli fanno notare che di clandestini ne arrivano come non mai, lui li fa bastonare.
Che ha detto il comico Graham Lineham per finire in galera e poi all’ospedale? Ha detto la verità, ha detto che se uno si finge donna va chiamato l’ordine pubblico e se no bisogna fermarlo con le cattive. Nelle stesse ore, un nazista tedesco che si ispirava alla deportazione, condannato per svariati reati, si è subito infilato in quella comunità lgbtq che fino al giorno prima aveva definito “parassiti da annientare”: ha preteso di venire associato a un carcere femminile, è stato prontamente accontentato ma si è dato alla macchia prima di entrarci: ancora lo aspettano. E a quelle detenute è andata ancora bene, proprio in Scozia, all’epoca governata da una paladina gender travolta da ruberie e scandali sessuali, un analogo figuro era riuscito a farsi associare tra le galeotte semplicemente lasciandosi crescere un paio di treccine: immediatamente ha fatto una strage, ne ha stuprate a più non posso.
È la diarrea morale della sinistra woke, che si risolve nell’abuso del nonsenso, nel sopruso fisico. E nello schiavismo per chi non ci sta, “dategli un calcio nelle palle”. Le rappresaglie pericolosissime contro la Rowling (che, pur salvando, per ora, la pelle si ritrova isolata dalla comunità intellettuale britannica al punto che una nuova serie di Harry Potter è abortita per la mancanza di attori disposti a lavorarci), contro Lineham, sono di stampo comunista, brigatista: colpirne uno per educarne cento. Non finiranno, anche perché c’è poco sdegno e molto opportunismo, moltissimo conformismo. Il comico Lineham è stato ritenuto “non violento né pericoloso” – nessuno può prendere sul serio una boutade come il pugno nelle palle a un energumeno trans – ma nel pandemonio della follia lo hanno deportato per qualche ora sulla base di un commento che suonava più come una battuta. Mentre la colata lavica di minacce estreme, dagli islamici come dagli ossessi del gender, non rilevano, vengono considerate legittimo esercizio del pensiero e perfino una giustificata, sacrosanta reazione all’intolleranza di chi ha paura, ed ha ragione di averne. Educarne cento, mille, tutti: la cauzione per l’incauto comico prevede il divieto assoluto di presentarsi su X. Chissà se Musk avrà qualcosa da dire. Quanto a noi, aspettiamo con fiducia l’accusa, anche dalla perfida Albione di praticare la guerra sporca a colpi di dumping.
Max Del Papa, 3 settembre 2025
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


