Antonio Decaro, ex sindaco di Bari ed eurodeputato eletto nel 2024 con 500mila preferenze, è pronto ad accettare la candidatura per guidare la Regione Puglia come rappresentante del centrosinistra. La conferma ufficiale è arrivata a margine della Festa dell’Unità a Bisceglie dove è presente anche Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico. “Andiamo a vincere questa battaglia” ha confermato l’eurodeputato dal palco. Tuttavia, il processo per arrivare a questa decisione è stato lungo e segnato da parecchi contrasti.
Il ruolo di Nichi Vendola e le tensioni
Decaro ha inizialmente posto un veto alla candidatura in consiglio regionale di due figure di spicco: Michele Emiliano, governatore uscente, e Nichi Vendola, ex presidente della Regione Puglia e attuale rappresentante di Alleanza Verdi-Sinistra (AVS). Mentre Emiliano ha accettato di ritirarsi, vi sono state resistenze da parte di Vendola e del suo partito. Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, leader di AVS, hanno sostenuto fermamente la candidatura di Vendola, considerato un simbolo importante per il loro movimento.
Nonostante la pressione e il desiderio di Decaro di non avere ex presidenti della Regione nel consiglio, alla fine è stato raggiunto un compromesso. Antonio Decaro ha acconsentito alla presenza di Vendola nella lista di AVS. Secondo indiscrezioni, è in corso un confronto su come gestire l’eventuale elezione dell’ex presidente. PerRepubblica, Decaro avrebbe chiesto a Schlein di assumersi la responsabilità della candidatura di Nichi impuntandosi tuttavia sul “no” secco a quella di Emiliano. Le “mani libere” che aveva richiesto, senza quindi l’ingombrante presenza di due predecessori, le avrà solo a metà.
Senza contare che Emiliano non intende darsi per vinto. Secondo l’Ansa, il presidente uscente “che nei giorni scorsi aveva accolto l’invito a non candidarsi come consigliere, avrebbe fatto sapere che nel caso si candiderà Nichi Vendola si candiderà anche lui. Potrebbe farlo in una lista civica che fa riferimento a lui, ‘Con'”.
Le trattative interne al centrosinistra
Il compromesso – sempre che regga – non è stato facile da raggiungere, anche a causa delle tensioni all’interno del Partito Democratico. Il veto iniziale posto da Decaro ha sollevato dubbi tra i vertici del partito e la segretaria Elly Schlein. Alcune voci insinuano che il favore mostrato a Decaro dall’ala riformista del PD fosse legato a un suo possibile ruolo futuro come segretario nazionale del partito, ostacolando la leadership di Schlein in vista delle elezioni politiche del 2027.
La serata a Bisceglie mette forse la parola fine alla telenovela. Elly Schlein volata verso la Puglia insieme al fedelissimo Francesco Boccia, tira così un mezzo sospiro di sollievo: non riuscire a comporre il Campo Largo in Puglia, infatti, avrebbe significato mettere una pietra tombale sulla speranza di giocarsi Palazzo Chigi alle elezioni del 2027.
A sbrogliare la matassa è stato forse il comunicato del M5S che invitava a rimuovere tutti gli ostacoli alla candidatura dell’ex sindaco di Bari. “Invitiamo le altre forze progressiste a compiere un serio e definitivo sforzo per colmare le distanze e superare gli ultimi ostacoli che si frappongono a riconoscere tutti in Decaro il candidato oggettivamente più idoneo per determinare una stagione inedita e positiva, da cui noi per primi non potremmo prescindere – aveva scritto il coordinatore regionale Leonardo Donno – D’altra parte al punto nel quale siamo arrivati è difficile ipotizzare un diverso candidato, per il Movimento 5 Stelle e per l’insieme della coalizione”. Una presa di posizione, ha detto Giuseppe Conte, “che la comunità pugliese del Movimento Cinque Stelle, una comunità radicata e consistente, esprime dopo alcuni mesi di varie vicissitudini che non trovano ancora composizione. Una comunità che è rimasta in silenzio sin qui, che si è dichiarata costruttivamente disponibile a una soluzione, e adesso chiede che ci sia una chiara soluzione”.
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