Cultura, tv e spettacoli

La figuraccia di Repubblica: “La destra li chiama Maranza”. Ma poi due pagine dopo…

Concita De Gregorio ci fa la predica sui giovani di seconda generazione che vivono nelle periferie. Ma non si accorge che il suo giornale...

Concita de gregorio
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Credevo fosse faziosità, invece era schizofrenia. Concita, un nome una garanzia di non capirci niente, si spreme nell’ennesima superpippa per “quei ragazzi che la destra chiama maranza”; per dar forza alla tesi concitata, dirimpetto squilla un altro spiegone intitolato “Generazione maranza”, dove si specifica che sono “i giovanissimi nordafricani che si autodefiniscono ‘maranza’”. No ma non sono dissociati, a Rep, si stanno solo preparando al cambio di editore.

Fossimo nel lettore tipo, comunque (ma ne restano ancora?) passeremmo prima in edicola e subito dopo dallo psicologo. In ogni modo, Concita nella sua storiella infinita e dolente (amaro maranza) sulle pregiate risorse magrebine infila di tutto e di più, rigorosamente senza nesso, per ribadire che “Ghali è un artista meraviglioso” e declama (quella infantile rottura di palle di) Gianni Rodari, ribattezzato per l’occasione Roghali. Devono esserle sfuggiti i lirismi, ben più ispirati, della nuova ripartenza della sinistra: “Queste troie si credono furbe, tipa multicazzi, papa negro, froci, meglio a puttane che a trans, la scopo come un chihuahua, bambocce troie per altre troie, quanto sei troia, la barista ha un culo devastante, zio se sei un negro in mezzo ai negri canta in negro, le troie crescono velocemente,”, proprio una mania, quella delle “troie”, fino al più impegnato, teosofico “quanto è difficile in Ramadan non guardare i culi davanti a me sulle scale mobili”.

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Ovvero la sinistra inclusiva e soprattutto inculiva in purezza. E non era affatto un altro momento, era solo un altro marketing. Hey, Conchita, come cantavano quei maschilisti dei Rolling Stones. Chissà se alla Concy è sfuggito (o non le interessa, o magari, sotto sotto…) il pestaggio, fresco fresco, di 4 maranza sul collega Alessandro Gonzato di Libero per rubargli la catenina. Pesco la definizione definitiva della concitanza a proposito dei maranza: “un esempio perfetto di multiculturalità da esibire al mondo”.

Max Del Papa, 10 febbraio 2026

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