in

La libertà riprendiamocela da soli

libertà covid

Dimensioni testo

Ha ragione Daniele Capezzone: riaprire, riaprire, riaprire. Invece mettono già le catene avanti: insaccati e inscatolati come profilattici umani fino a settembre, perché bisogna vaccinare tutti, perché il vaccino non garantisce, perché bisogna vedere, perché perché perché.

Also sprach Arcuri, ma è l’ultima cazzata o meglio facciamo che sia l’ultima. L’ultima di una serie pazzesca, allucinante. A girare per il Natale che non c’era, peggio che morto, neanche uno zombie in giro, veniva uno ed un solo pensiero: questi o sono dei santi che ci salvano tutti, o sono dei delinquenti. Ma a guardarli in faccia, gli Arcuri, i Conte, i virologi da sbarco, i Bergoglio che invoca obbedienza al tiranno, e tutti gli altri in fila per tre col resto di due, non c’è modo di considerarli dei santi.

No, il Natale non l’abbiamo avuto, in compenso abbiamo avuto visioni lisergiche: i presepi covidizzati, tutti in mascherina, dalle pecore al bue e l’asino ai re magi fino a san Giuseppe, la Madonna e Gesù Bambino, il che oltretutto è blasfemo; il nonno Fiorenzo che chiama i carabinieri perché non ha nessuno e quando quelli arrivano trovano già una task force di telecamere; il carretto che passava e quell’uomo (Arcuri) gridava “vaccini!”; l’infermiera Claudia che spredicazza mentre si immunizza e poi finirà a qualche Grande Fratello Vac; i luminari bellimbusti che, due infermiere gnocche ai lati, modello prof. Sassaroli, si agitano davanti all’avvento del sacro vaccino con serio rischio di ictus orgasmico; il virologo Bassetti versione Braccio di Ferro, “me lo sono appena sparato e mi sento più forte”; il governatore De Luca versione Marchese del Siero, io vaccino io e voi vaccinate un cazzo; la viroveterinaria Capua allarmata perché quelli con la zeppola, sputacchiando, contagiano di più (questa è pagata per simili perle); i sanitari che prima si selfano in artistiche pose stremate, perché il Covid uccide, capito, sporchi negazionisti, poi trovano il tempo di farsi certe coreografie da poveri idioti, irrispettosi delle vittime; gl’inviati della sfiga che mostravano le città ammazzate e con maligna soddisfazione chiosavano: avete visto, che meraviglia, nessuno in giro; le groupie di regime che intervistano ayatollah nel segno del controllo maniacale, patentini, gendarmi, visite a domicilio; la compagnia della buonamorte che non si stanca di pretendere più penitentiagite, più mortificazioni, più sacrifici, più spiritualità; il diritto d’asilo per Covid, preteso dalla cellula comunista del Tribunale di Milano, per tutti i mikranti del mondo, peraltro nel paese messo peggio al mondo, se i numeri non mentono, per causa Covid.

Ecco: facciamo che sia abbastanza. Facciamo che a questo punto ognuno si carichi addosso la sua quota di responsabilità e dica basta. Riaprire, riaprire, riaprire.