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La maschera del potere buono

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Per gentile concessione dell’autore, un estratto da “Croce ed Einaudi. Teoria e pratica sul liberalismo”, libro di Giancristiano Desiderio, uscito da poco per Rubbettino. Per una settimana, tutte le sere, sul nostro sito troverete un’anticipazione, un piccolo boccone del libro appena uscito. Ecco la seconda puntata.

Il modo migliore per introdursi al liberalismo di Benedetto Croce è leggere La concezione liberale come concezione della vita (…). Per Croce il liberalismo non ha una dimensione strettamente politica ma è una concezione metapolitica della stessa esistenza umana dove metapolitico significa ciò che va oltre la politica e addolcendola, smascherandola, limitandola ne tiene a bada il potenziale distruttivo. È questo il cuore stesso del liberalismo di Croce e conviene metterlo bene in chiaro perché è centrale per meglio intendere il rapporto tra liberismo e liberalismo sia in Croce sia in Einaudi (…).

Il convincimento delle altre concezioni della vita, da quelle religiose a quelle secolari – comprendenti il socialismo, il comunismo, anche il democratismo – è che il momento della lotta e del conflitto può essere superato una volta e per sempre facendo ricorso a una forma di conoscenza che queste concezioni, ora religiose ora mondane, ritengono di possedere (…).

Tutte le forme politiche illiberali, che si tratti di assolutismo o di autoritarismo, di tirannia o di totalitarismo, si presentano non solo come abuso di potere ma anche come abuso di conoscenza. Ogni potere, infatti, per quanto bruto e tracotante, ha bisogno di una legittimazione e la cerca in una maschera tramite la quale, con sofismi e ideologie, avvalora sé stesso come giusto, vero, buono, perfetto. Ecco perché al fondo della faccenda del potere vi è una questione gnoseologica. Il dominio della vita sul piano del sapere mira a tradursi in dominio della vita sul piano del potere. E un potere che sia legittimato da un sapere straordinario è un potere così potente da essere onnipotente perché è vero, giusto, buono, santo. Il liberalismo di Croce, che coincide con la sua filosofia storicista, nasce da un atto di demistificazione o di smascheramento che mette in chiaro che la vita non può essere trascesa da un sapere superiore che poi legittima un potere che, grazie alla sua stessa verità, annulla le singole volontà e le loro libere scelte (…).

Giancristiano Desiderio, Croce ed Einaudi (Rubbettino 2020)

(2. segue)

Il primato della libertà sulla giustizia (1)