Politica

“La Meloni ce lo suc…”. Il coro sessista degli operai: Landini che dice?

Spunta un video dalla stazione Brignole di Genova durante lo sciopero e la manifestazione dei metalmeccanici dell'ex Ilva

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Un coro di venti secondi, intonato da un gruppo di operai sotto le bandiere della Fiom alla stazione di Genova Brignole, ha scatenato un’ondata di polemiche politiche e sindacali. Lo slogan, rivolto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni – «La Meloni ce lo suca» – è stato ripreso in un video circolato rapidamente sui social, provocando immediate reazioni indignate.

Da parte della maggioranza, la risposta è stata dura. Dirigenti di Fratelli d’Italia hanno chiesto una presa di posizione ufficiale da parte della Fiom e della Cgil, definendo il coro “un atto sessista e indegno”, chiedendo inoltre scuse formali. Anche perché la Cgil è sempre in prima fila quando si tratta di protestare con le femministe contro la misoginia e il linguaggio patriarcale.

Le polemiche non si limitano al coro. Il Giornale riporta che nelle stesse ore si sarebbe verificata un’aggressione ai danni di dirigenti Uilm davanti ai cancelli dell’ex Ilva. Secondo la ricostruzione del sindacato, prima una ventina e poi oltre cento manifestanti avrebbero circondato e aggredito alcuni rappresentanti Uilm, costringendoli a fuggire “per almeno un chilometro” e a ricorrere alle cure mediche. n episodio definito “gravissimo” e condannato dal segretario generale della Uil PierPaolo Bombardieri, che ha richiamato il sindacato rivale alla responsabilità: “Mai la violenza può far parte del confronto tra organizzazioni sindacali”. E ancora: “Esprimo vicinanza e solidarietà ai delegati della Uilm che, questa mattina, a Genova, sono stati aggrediti: condanniamo l’attacco squadristico dei delegati della Fiom e stessa condanna ci aspettiamo da parte della Cgil e della Fiom. Bisogna fare attenzione, perché la democrazia non si difende con le aggressioni. Se ci sono diversità di vedute e si aggredisce – ha sottolineato Bombardieri – si rischia di rasentare il terrorismo. È bene dirlo in modo chiaro, le tensioni non vanno risolte con le aggressioni”.

Il racconto di quanto avvenuto è semplice: “Nostri dirigenti sindacali aggrediti, con calci e pugni, questa mattina a Genova da un gruppo numeroso di esponenti della Fiom, poco prima che potessero prendere parte a una diretta televisiva che doveva andare in onda su Rai 3”, ha spiegato Rocco Palombella, Segretario generale Uilm, esprimendo solidarietà. “Condanniamo con forza e senza fraintendimenti queste azioni che si possono definire solo in un modo: sono atti terroristici che nulla hanno a che vedere con le azioni che un sindacato che difende persone dovrebbe tenere. Pur nelle divergenze, il sindacato ha sempre dimostrato grande responsabilità su questa vertenza a livello nazionale. Pertanto ci aspettiamo una ferma condanna da parte della Fiom e di tutte le Istituzioni presenti. Quello che è accaduto a Genova, in luogo pubblico e alla presenza di alcuni media, è inspiegabile e non si deve mai più ripetere. Auguriamo una pronta guarigione ai nostri dirigenti sindacali che questa mattina si sono recati al pronto soccorso, con diverse ferite. A loro tutta la nostra vicinanza”.

La replica della Fiom

Dalla Fiom non è arrivata una condanna diretta degli episodi, almeno secondo quanto riportato dal quotidiano. Un esponente locale avrebbe dichiarato di “non voler commentare”, mentre il leader nazionale Michele De Palma – insieme al segretario della Cgil – ha chiesto di evitare “ricostruzioni allarmistiche” e strumentalizzazioni politiche.

Dopo il patatrac, Landini ha vergato una nota insieme a De Palma per dire che “quanto accaduto stamattina davanti ai cancelli dell’ex Ilva di Genova, il forte clima di tensione al presidio sindacale, non può essere in alcun modo strumentalizzato né tanto meno irresponsabilmente associato al terrorismo”. E ancora: “La Fiom e la Cgil – ricordano – si sono sempre battuti contro il terrorismo e per affermare la democrazia, anche a costo della perdita della vita come accaduto proprio all’ex Ilva di Genova al nostro delegato Guido Rossa. Per quanto ci riguarda restiamo impegnati a ripristinare un clima di confronto costruttivo e di rispetto delle differenze per dare una positiva soluzione alla vertenza ex Ilva, in sintonia con le legittime aspettative di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori rese manifeste dallo sciopero generale dei metalmeccanici tenutosi ieri a Genova. Proprio per questo continuiamo a chiedere al Governo la convocazione a Palazzo Chigi per dare continuità produttiva a tutti i siti con gli investimenti necessari a rendere credibile il processo di decarbonizzazione e la salvaguardia dell’occupazione””.

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