Oltre all’attacco a Mattarella del vignettista di regime (TrumPutinista) Natangelo, l’altro giorno l’editoriale del Fatto pubblica la quotidiana menzogna zhakaroviana di Marco Travaglio.
Secondo il Rasputin del Fatto e de La7: “Mattarella si iscrive al club dei sabotatori
del negoziato perché [dice che] i confini ucraini sono sacri e intoccabili… Ma tutti sanno che gli abitanti del Lugansk (tutto occupato) e del Donetsk (occupato all’85%) già prima della guerra erano quasi tutti russi o filorussi, e tantopiù lo sono ora”.
Travaglio fa riferimento ai referendum (illegali, non riconosciuti dalla comunità internazionale) per l’annessione alla Russia indetti da Putin nel 2022 nella parte delle due regioni occupata dall’esercito russo. Ma questo non lo scrive, nonostante che “tutti sanno” che furono tenuti sotto la minaccia delle armi.
La verità è opposta. Quando nel 1991, dopo la deflagrazione dell’Unione Sovietica venne chiesto agli Ucraini di scegliere fra restare parte della Russia e l’indipendenza, i risultati furono inequivocabili, anche nelle due regioni citate da Travaglio:
•Donetsk Oblast: 83,90% dei votanti ha detto SÌ all’indipendenza dell’Ucraina.
•Luhansk Oblast: 83,86% dei votanti ha detto SÌ all’indipendenza dell’Ucraina.
Ora, dice Travaglio, il referendum chiesto da Zelensky darebbe un risultato ancora più favorevole ai russi dato che tutti gli altri sono fuggiti. Una logica impeccabile, degna dell’ultimo dei mozzaorecchi. Come dire: se alle elezioni fosse consentito di partecipare soltanto ai sostenitori del governo, la maggioranza sarebbe schiacciante. Ma forse questo è il sogno squisito del Fatto, una volta che i suoi beniamini ritornassero al governo.
Marco Taradash, 17 dicembre 2025
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).
Da oggi puoi aggiungere Nicolaporro.it alle tue fonti preferite su Google visitando questa pagina e spuntando la checkbox a destra
Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


