La mossa sbagliata di Bergoglio - Seconda parte

Francesco può dormire sonni tranquilli, con i soldi sotto il cuscino, anche se gli converrebbe ridimensionare i poteri di alcuni suoi oppositori, come il tedesco Reinhard Marx, coordinatore del Consiglio dell’Economia che ha fatto asse con il cardinale Bertello contro Giani, che oggi si sentono più liberi di muoversi. Un po’ meno sereno può stare, forse, per i veleni che lo vogliono lambire anche il Segretario di Stato Piero Parolin pronto, a quanto pare, ad accettare l’idea di trasferirsi a Venezia come Patriarca. E chissà se Francesco penserà , magari proprio quando sarà in Giappone davanti a un piatto di sushi, al suo vecchio sceriffo Giani intento a mangiare una bella chianina in Toscana, nell’attesa che qualcuno, prima o poi, lo chiami alle Nazioni Unite per un nuovo incarico di prestigio. O, magari che torni in Vaticano a proteggerlo. Mala tempora currunt

Luigi Bisignani per Il Tempo 27 ottobre 2019

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10 Commenti

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  1. Interessante analisi. Una sola domanda come farebbe il cardinal Parolin a trasferirsi a Venezia come Patriarca quando l’attuale patriarca Moraglia ha 66 anni e quindi secondo il diritto canonico potrebbe rimanere in sede per altri 9 anni fino al compimento del 75esimo anno cioè quando è obbligato a date le dimissioni per raggiunti limiti di età? È vero che Moraglia della scuola Bagnascon non piace molto al papà altrimenti sarebbe già stato creato cardinale, ma a meno di cose molto gravi la rimozione di un vescovo prima del tempo non è pensabile. Sarebbe uno scandalo non indifferente e la chiesa dovrebbe dare una spiegazione che di questi tempi non può essere banale o di imbonimento per i fedeli ignari.

  2. Questo pontificato moralista volge al termine, i bergogliani la loro occasione l’hanno avuta e l’hanno sprecata. Dopo Bergoglio tutto tornerà come prima (e le chiese, almeno parzialmente, torneranno a riempirsi).

  3. Quando in famiglia si parlava di i preti, chiesa e papa, il nonno comunista ex seminarista inveíva contro i suoi ex preti che battezzavano la carne come pesce per mangiarla tranquilli, la nonna se la prendeva coi falsi miracolati con cui la chiesa faceva soldi e la madrea piemontese se la prendeva con il papa ” lingua forcuta in serpente femmina” poi ci ripensava e diceva ma Giovanni xxiii era uno dei nostri.

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