La multa per lo smart working è da regime di massima sicurezza

Arriva l’obbligo da parte dei datori di lavoro di una informativa almeno annuale circa i rischi per la salute e la sicurezza

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La multa per lo smart working e'da regime di massima sicurezza

Il nostro sistema economico, già ampiamente soffocato da norme e protocolli di ogni genere, si arricchisce di una ulteriore “perla”: l’obbligo da parte dei datori di lavoro di una informativa almeno annuale circa i rischi per la salute e la sicurezza che dei propri dipendenti in smart working.

Il provvedimento, che personalmente considero demenziale, rientra nella Legge annuale sulle Piccole e Medie Imprese (L.n. 34/2026), e già il fatto che esiste una legge annuale, a prescindere dal settore, la dice lunga su una Paese che, evidentemente, ha sedimentato da decenni l’idea molto costruttivista – secondo un termine coniato da grande economista Friederich von Hayek – che la felicità si possa raggiungere solo attraverso un decreto, ossia un atto deliberato della sfera politico burocratica.

Tant’è che, proprio in nome e per conto del potere supremo delle scartoffie legali, le sanzioni per chi non adempie alla norma sono esemplari: fino a 7.403,96 euro di multa (notare la finezza dei centesimi) e con la possibilità dell’arresto da due a quattro mesi per i datori di lavoro che non consegnano almeno una volta all’anno detta informativa scritta sia al dipendente interessato e sia al rappresentante aziendale della sicurezza.

A questo punto ci potremmo chiedere se tra gli eventuali rischi che corrono i lavoratori che operano attraverso un computer o un qualsiasi altro dispositivo, rischi che dovranno essere accuratamente vagliati e certificati, vi è anche quello di cadere dalla sedia o, ancora peggio, o quello di annoiarsi oltre ogni ragionevole tolleranza. In quest’ultimo caso attenzione agli eventuali sbadigli, potrebbero segnalare qualche problema legato alla pesantezza di un lavoro leggero per definizione.

E mentre noi siamo alle prese con una crisi energetica che potrebbe rivelarsi catastrofica per l’Italia, mi sembra veramente una buona cosa quella di tutelare chi opera all’interno della propria abitazione. Alla prudenza non bisogna mai mettere un limite.

Claudio Romiti, 7 aprile 2026

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