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Alla faccia della lotta alle fake

La paladina anti-bufale ci casca: la fake di Boldrini su Fontana

laura boldrini fontana

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La notizia è questa: Laura Boldrini, l’ex presidente dalla Camera che ha lottato per cinque anni contro le bufale online, ha diffuso (e usato) una fake news contro il suo successore Lorenzo Fontana. Roba incredibile, inimmaginabile nemmeno nelle migliori soap della Rai. E invece è proprio così, con tanto di ammissione e scuse dell’esponente Pd.

Da quando il leghista Fontana è salito sullo scranno più alto di Montecitorio è tutto un fioccare di video e post su sue vecchie dichiarazioni, magliette contro le sanzioni a Putin (non queste, quelle del 2014) e accalorati discorsi contro il matrimonio gay. Pure Boldrini non si è trattenuta e nei giorni scorsi ha vergato questo post: “Chi considera ‘schifezze’ le coppie gay e definisce ‘animali’ i bambini non europei, come fa ad essere la terza carica dello Stato? Meloni ha voluto l’elezione di un putiniano, estremista, in sfregio alla Costituzione antifascista e ai suoi principi di uguaglianza e inclusione”. Sotto, in allegato, il video incriminato di due interventi di Fontana risalenti il primo al 2013 e l’altro al 2018.

Già, peccato che il filmato fosse stato montato ad arte. Tecnicamente, dunque, una bufala bella e buona. Nella seconda parte del video, infatti, il neo-presidente sembra definire i “bambini non europei” come degli animali, ma non è così. Qualcuno ha tagliuzzato il discorso di Fontana, incollando due parti diverse di video, facendo risultare ciò che lui non ha mai pensato né detto.

Ecco qui le due versioni:

1. quella “manomessa”: “… e non che arrivino gli immigrati perché abbiamo il problema demografico. Noi vogliamo aiutare i popoli d’Europa ad avere più figli europei! È questo che vogliamo con la nostra Europa. Vogliamo un’Europa dove il matrimonio si ha fra una mamma e un papà, e i bambini vengano dati a una mamma e a un papà, le altre schifezze non le vogliamo neanche sentire nominare! La priorità è che ci siano più bambini europei in Europa, non gli animali! Sveglia!

2. quella reale: “Berlusconi parla del Partito Animalista. Caro Silvio, la priorità in Europa e chi si sta estinguendo in Europa sono gli europei. Caro Silvio, sveglia! La priorità è che ci siano più bambini europei in Europa, non gli animali! Sveglia!

Qualcuno se ne è accorto, deve averlo fatto notare a Laura Boldrini che ha provato a recuperare: cancellato il vecchio tweet (ma la Rete non perdona), ha chiesto scusa: “Un video in rete da me usato – ha scritto sui social – risulta oggi montato in modo da generare confusione su una frase di #Fontana. Ho sempre fatto battaglie contro la disinformazione, mi dispiace per l’inconveniente. Il resto del video conferma il pensiero di Fontana e la mia opinione su di lui”. Tradotto: ho sbagliato di brutto, però la Lega mi fa orrore lo stesso. Vabbè, ci sta.

Per carità: cadere in errore può capitare a tutti. Fa specie però pensare sia successo alla stessa persona che solo qualche anno fa pontificava su temi simili. “Vuole sapere l’ultima bufala che mi riguarda? – diceva nel 2016 a Linkiesta – Stando a quanto si legge in Rete, avrei proposto di assegnare la cittadinanza italiana agli immigrati che voteranno Sì al referendum”. Più o meno lo stesso che è successo a Fontana, solo a idee politiche inverse. “Questa disinformazione – aggiungeva – si porta dietro una scia di odio e violenza che è difficile persino immaginare”. Boldrini organizzò addirittura un convegno a Montecitorio per discutere di bufale e dintorni. Ma non solo. Ha più volte denunciato il “meccanismo molto grave” che può “alterare la realtà e manipolare le opinioni pubbliche”. Si è scagliata contro “un’operazione sporca, illegale”. Ha chiesto che tutti si assumano “le proprie responsabilità” perché “alla fine fa comodo a molti se girano notizie false, sparate senza alcuna verifica”. Si è indignata per “il disegno politico chiaro” che sarebbe stato dietro le bufale sul suo conto. Bene, benissimo. Il problema è che, alla fine, c’è cascata pure lei pur di dar contro a Fontana. Curioso, no?