La partita scaltra di Merz

Ogni giorno un po' di veleno sulle cose del mondo

7.8k 8
caffè avvelenato

Qui al bar ci stiamo appassionando ai grandi temi della geopolitica. Almeno finché non rivedremo le bollette schizzare e i prezzi dei carburanti farci passare la voglia di mettere in moto la macchina. Intanto, ci gustiamo Donald Trump che riscrive le regole dell’ordine internazionale e che ridisegna la gerarchia delle amicizie dell’America: liquidata la Spagna dei socialisti – non vuole spendere ciò che chiede Washington nella Difesa e non ha concesso le basi per la guerra in Iran, dunque dovrebbe subire un clamoroso embargo la cui magnitudine stiamo faticando a intuire – il tycoon ha bocciato anche il Regno Unito di Keir Starmer. “Non abbiamo certo a che fare con Churchill”, ha detto. Ed è difficile dargli torto.

Sorprendentemente, ha avuto buone parole per la Francia, nonostante i tanti attriti con Emmanuel Macron, che ha contestato la legalità dell’intervento in Medio Oriente ma si è sostanzialmente accodato alla coalizione Usa-Israele, anche perché forse intravede un’occasione per esibire le capacità transalpine di proiezione bellica sulle lunghe distanze.

Ma il vero jolly, a questa tornata, sembra essere la Germania. Ieri, d’altronde, alla Casa Bianca c’era Friedrich Merz. Il cancelliere si è unito a Trump nella reprimenda a Madrid e ha portato a casa gli elogi del presidente americano al suo Paese. In una fase in cui gli europei rischiano di prendere decisioni affrettate, per dar retta al mantra degli Stati Uniti che ci abbandonano al nostro destino, a Berlino stanno mantenendo il sangue freddo e, soprattutto, stanno approfittando dei loro margini di bilancio, gran parte dei quali dedicati al settore militare, per rinsaldare quello storico legame con l’altra sponda dell’Oceano che li aveva resi la nazione più strategica del Vecchio continente, durante la Guerra fredda.

Quando proprio Berlino si candidava al poco felice status di città da cui sarebbe potuto partire il conflitto, magari termonucleare, tra le due grandi potenze dell’epoca. Merz, insomma, sta giocando una partita scaltra. Forse – tocca ipotizzarlo – anche alla faccia dell’amicizia di Giorgia Meloni con The Donald. Noi seguiremo tutte le puntate del risiko tedesco. Almeno finché non avremo problemi più seri: il gas e la benzina.

Il Barista, 4 marzo 2026

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Seguici sui nostri canali
Exit mobile version