Ammar Taqi, giornalista kuwaitiano, in Occidente è un nome sconosciuto mentre in Medioriente è noto per il suo programma di interviste, Al-Sundooq Al-Aswad (La Scatola Nera) pubblicate esclusivamente su piattaforme come l’app Shasha o i canali di informazione Al Qabas. Trattandosi di piattaforme a pagamento e in lingua araba le sue interviste rimangono confinate in territori definiti. Davanti a lui sono passati personaggi importanti come politici o capo terroristi e, bisogna ammetterlo, Ammar Taqi non si è mai fatto scrupolo di porre domande scomode. Forse, o proprio per questo, il suo lavoro non è mai stato ripreso da testate importanti come Al Arabiya o la più blasonata Al Jazeera.
Comunque Ubi maior minor cessat per lui non vale e in Israele il suo lavoro è molto seguito. Nei giorni scorsi Ammar Taqi ha intervistato Sua Altezza lo Sceicco Hamad bin Jassim bin Jaber Al Thani che ha ricoperto prima la carica di ministro degli Esteri e poi di Primo ministro del Qatar dal 2007 al 2013. Indubbiamente un personaggio ben informato sulle dinamiche della regione. A un certo punto dell’intervista, e per motivi incomprensibili, Hamad bin Jassim bin Jaber ha confermato quello che in molti immaginavano, e cioè che in Occidente ci sono giornalisti sul libro paga degli sceicchi.
La parte interessante del video è riuscita a girare solamente nel sottobosco del WEB e Il Middle East Media Research Institute MEMRI, organizzazione americana per il monitoraggio della stampa, l’ha anche sottotitolato in inglese. Per maggiore sicurezza abbiamo fatto controllare la traduzione da persone di madrelingua araba. Questo perché, è giusto segnalarlo, MEMRI è stata spesso al centro di polemiche. I suoi commenti sono comunque regolarmente citati nei media nazionali USA come il New York Times, Washington Post e Los Angeles Times. “Avevamo giornalisti nel nostro libro paga”. Ha affermato lo sceicco scioccando Ammar Taqi al quale stava per essere consegnata una notizia sensazionale sul piatto d’argento. “Cosa intendi?” domanda quasi sussurrata dal giornalista ma lo sceicco imperterrito ha continuato: “Li pagavamo, alcuni di loro ora sono diventati ufficiali, altri sono dei patrioti, li conosco”. Si riferiva ai giornalisti locali, ma poi è arrivato lo scoop: “Pagammo (giornalisti) in molti Paesi. Li pagammo ogni anno. Alcuni di loro ricevevano uno stipendio. Tutti i paesi arabi lo facevano. Se non tutti, la maggior parte”.
Io credo che qualsiasi giornalista avrebbe voluto essere presente per poter bersagliare Sua Altezza di tutte le domande più scomode sull’argomento. Per esempio: Tim Davie, direttore generale e Deborah Turness amministratore delegato della BBC erano sul libro paga quando hanno falsato il video di Trump? Quanti sono i giornalisti in Europa, negli USA e nel resto del mondo che ancora godono di finanziamenti extra busta per falsare le notizie, veicolare l’opinione pubblica, santificare o demonizzare amici o nemici? Su quel libro paga ci sono giornalisti israeliani? E italiani? In caso affermativo possiamo avere i nomi? Il Qatar ha altri libri paga sui quali figurano personaggi influenti in Europa, negli USA o nel resto dell’Occidente come ad esempio politici, giudici o rettori di importanti università?
Lo chiedo perché ultimamente, e un po’ in tutto il mondo, nei campus e nei tribunali ne abbiamo viste di tutti i colori tendenti al rosso. Il viaggio degli influencer americani e dei 5 membri del Congresso in forza al Partito Repubblicano in Qatar durante il Ramadan, come ha rivelato Laura Loomer, è stato finanziato dallo stesso libro paga o ne avete creato uno ad hoc? Non si spiegherebbe altrimenti come mai al loro ritorno e dopo essersi ripresi dalle notti brave nelle più belle discoteche, anche di questo abbiamo i filmati, quei giovani hanno iniziato a trasmettere messaggi secondo i quali è possibile essere ebrei, non israeliani – divide et impera, e a favore del Qatar.
Non è per caso che il Qatar stia pagando stipendi ai giovani influencer per avere influenza, scusate il gioco di parole, negli Stati Uniti a scapito di Israele? Considerando che lei ha di fatto confermato che il Qatar e le altre nazioni arabe si sono comprate una parte importante dell’informazione occidentale, pensate di acquistare anche il resto o a ciò che rimane delle povere democrazie lascerete un piccolo illusorio spazio di libertà?
Michael Sfaradi, 9 dicembre 2025
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