in

La Polverini? Meglio perderla che trovarla

Dimensioni testo

Chissà che impressione fa ritrovarsi come l’unica persona di un gruppo parlamentare sfacciatamente corteggiato da un presidente del Consiglio pronto a comprare quanto più possibile in un Parlamento trasformato in un mercato di vacche? E fra l’altro, il tutto, fra lo stupore dei suoi compagni di cordata e dei media che proprio non se l’aspettavano, se è vero come è vero che il suo nome non circolava fra i possibili “traditori”; né ne aveva parlato con alcuno di loro, come stato corretto, e né tantomeno con Silvio Berlusconi che l’aveva lì voluta?

Perché questa è la situazione in cui si è trovata ieri Renata Polverini, ex e presto dimenticata presidente della regione Lazio, che ha deciso di votare la fiducia al governo Conte e passare armi e bagagli dalla parte della maggioranza più a sinistra della storia repubblicana. Lei che proviene addirittura dalla destra nostalgica (anche se, va detto, quella sociale). E allora uno è disposto a pensare di tutto: i più ingenui ai travagli che l’hanno assalita e alla fatica di mascherarli anche ai suoi intimi; i più perfidi (che spesso c’azzeccano perché è la realtà umana ad essere perfida) alla consumata capacità di muoversi nel buio, e depistare buttando fuori altri nomi, dei fantomatici “emissari” del premier di cui si è parlato in questi giorni sui quotidiani.

A noi che vogliamo essere ancora attaccati a certi vecchi ideali, che concavi e convessi almeno sui principi non riusciamo a farci, la domanda che sorge spontanea è un’altra: ma che ci faceva la Polverini in Forza Italia? Che cosa ha a che vedere il suo sindacalismo targato CISNAL di vecchia data, il suo popolarismo romano-“borgataro”, le sue simpatie destro-sociali, la sua consumata arte di potere nei governi e sottogoverni nazionali e regionali, sindacali e politici, con un partito che vuole essere liberale, liberista, europeista e garantista?

Vista da questo particolare punto di vista, forse la vicenda ha un suo lato positivo: aiuta quella chiarificazione del quadro politico che è da considerarsi quasi prodromica alla “ripartenza”, come si dice, di un Paese in declino.

Ti è piaciuto questo articolo? Leggi anche

Avatar
guest
39 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Marcello
Marcello
20 Gennaio 2021 21:52

Mi spiegate perché Renzi che poteva non attenendosi , votando no, far cadere sto governo, si è asyenuto?

Marco
Marco
20 Gennaio 2021 15:14

Buonasera
Il tradito potrà anche essere un ingenuo.
Il traditore, rimarrà sempre un infame
S.E. Benito Mussolini
Credo che per un personaggio come la Polverini ogni tipo di commento, sia totalmente superfluo.
Buona giornata
Cordialmente

Guido Moriotto
Guido Moriotto
19 Gennaio 2021 22:46

Senato by night.
156 voti a favore. 140 contro. 16 astenuti. 1 non votante.
Nei 156 anche due “neoacquisti” dell’ultimo mercato dei bovini da Forza Italia e i senatori a vita, che su un voto di fiducia ad un governo non dovrebbero partecipare al voto per principio di onestà non essendo stati eletti.
Se i 16 di Pinocchietto Renzi votavano contro Conte perdeva anche la votazione e non aveva nemmeno la maggioranza relativa.
In ogni caso non ha la maggioranza assoluta di 161voti, è un governo di minoranza, oltre che di minus habens. Un morto che cammina.
Dovrebbe rassegnare le dimissioni. Non lo farà e butteremo via altri mesi di inazione con una crisi sanitaria ed economica gravissima.

Guido Moriotto
Guido Moriotto
19 Gennaio 2021 21:13

Polverina bianca.
Un braccio teso a Conte.

Stefano Tassinari
Stefano Tassinari
19 Gennaio 2021 20:27

La Poverini.

mariag
mariag
19 Gennaio 2021 19:45

Non prendiamocela più di tanto, in fondo la Polverini avrà voluto fare un favore alla destra perchè andare a governare nella situazione attuale significa solo esporsi alle conseguenze dolorose – e inevitabili – di ciò che è stato fatto fino ad ora ed agli strali dei futuri (ma speriamo presto) oppositori, che quanto a rigirar frittate non hanno eguali.

Andrea Salvadore
Andrea Salvadore
19 Gennaio 2021 18:21

Non vedo nessuna ragione per indignarsi per lq estalicitá delle opinioni e delle parole della Polverini. La vita ´ho 90+) ni ha dato preziose certezze sulla natura umana: siamo una mesclanza di affidabile e di non affidabile. Da cio é nato il mio scettisismo di tutto ció che la gente dice e dei motivi che delle loro attuazioni. In poche parole laici o preti hanno tutti un agenda o un presente o un passato da nascondere e un futuro di confuse ed irrealizzabili promesse. La vita mi ha confermato ció che imparai nel primomo anno di lice:ossia, per citare Gorgias di Leontini, la impossibilitá di conoscere la essenza delle cose, in particolare del prossimo, giustificando a la nostra delusione al non comportarsi il futuro come si assumeva, anche senza ragione, come uno se lo aspettava. Per tanto non mi aspetto se non delusioni o inessperate soddisfazioni. Bisogna essere piú indifferenti di fronte alle promesse di politici e particolarmente di preti. Questi ultimi sono i piú sinceri in quanto parlano, in primis, che bisogna aver fede, ovvero cresere ció che non si sa o meglio ció che si sa essere irrazionale o falso, cosa che i politici non direbbero mai. Come ´naturale ho avuto pochi veri amici, uno solo mi sprevive, mauna sola vera amica nella moglie che mi soffre da… Leggi il resto »

Ermete
Ermete
19 Gennaio 2021 18:13

Pure la destra sociale ha le sue colpe in una Italia che secondo me avrebbe bisogno di vero liberismo e vera meritocrazia (senza scimmiottare la sinistra che persegue falso liberismo e falsa meritocrazia). Ma può e deve avere una sua funzione di difesa dei valori (quelli non mercanteggiabili) . Certo se poi alcuni strumentalmente abbandonano gli stessi per una poltroncina cosa pensare? Meglio perderli che trovarli.