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La Procura: Scanzi saltò la fila (ma non è reato) - Seconda parte

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L’ha fatto, non doveva, però non ha fatto niente. Io vorrei… non vorrei… ma se vuoi… Oddio, secondo la morale grillesca perfino la moglie di Casalino, di Grillo, di Conte deve essere honestah, per dire al di sopra di ogni bisbiglio, adamantina, purissima, lievissima come un vaccino. Ma da quando anche i grillari hanno scoperto il garantismo preventivo e retrospettivo (“era un altro momento”, come dice Paola Taverna), tutto è andato a posto.

Ora, gli italiani dovrebbero chiedere scusa ad Andrea Scanzi. Seriamente. Per non averlo capito. Per averne dubitato. Per averlo perculato. Avrà forse zompato la fila con l’agilità di un saltatore triplo, nessuno gli ha detto “quanta fretta ma dove corri, dove vai?”, ma, diciamolo pure, sono altre le faccende serie e poi l’ha fatto per urgenti motivi anche estetici. Da “rockstar del giornalismo” (categoria boy band) a giornalista alla vaccinara, è un attimo, anzi un salto. “Sic transit mundi”, come diceva quel direttore rock in fama di latinista.

Max Del Papa, 28 giugno 2021

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