in

La profezia s’avvera: il televirologo scende in politica

Bassetti e Pregliasco possibilisti. Mentre Ricciardi sposa Calenda: è nel comitato direttivo di Azione

virologi politica

Dimensioni testo

Forse sì, forse no. Il desiderio per alcuni si fa sentire, per altri il salto in politica è già realtà. Con la fine dell’emergenza pandemica, non è detto che gli italiani non sentiranno più parlare dei virologi star. Archiviata l’esperienza televisiva, potrebbero iniziare quella partitica. In principio fu Pier Luigi Lopalco, divenuto assessore (dimissionario) in Puglia con Emiliano. Poi Matteo Bassetti nei giorni scorsi si è mostrato possibilista, “ma solo come tecnico”. Fabrizio Pregliasco “mai dire mai”. Mentre Andrea Crisanti, cui avevano proposto le suppletive a Verona, preferisce la storia dell’arte e avrà di che occuparsi con la sua nuova villa palladiana in Veneto. Uno di loro, invece, un ruolo ce l’ha già: si chiama Walter Ricciardi ed è approdato nel comitato direttivo di Azione. Il movimento di Carlo Calenda.

La cosa non deve stupire, a dire il vero. Ricciardi, che di mestiere fa il docente di Igiene alla Cattolica, risulta anche tra i fondatori di Italia Futura assieme a Montezemolo. Fu l’ex presidente Ferrari a candidarlo in Scelta Civica per il Parlamento, da cui però rimase escluso alla tornata elettorale del 2013. Insomma: il sogno di dire la sua Ricciardi lo coltiva da anni. E così, convinto che “l’impegno in politica” sia “la più alta forma di servizio”, ha deciso già da qualche mese di puntare sul cavallo Calenda.

I due si stimano, se non di più: Ricciardi dice addirittura di “ammirare” l’ex ministro allo sviluppo economico dei governi Renzi e Gentiloni. Mentre per Roberto Speranza, di cui è consulente da due anni, prova solo “grande stima”. Forse sarà che Walter è cattolico mentre Roberto post-comunista, fatto sta che l’avventura di Ricciardi non sarà né con Leu né col Pd. “La mia cultura politica non è quella di sinistra, non più almeno, sono stato di sinistra da ragazzo – racconta lo scienziato a Repubblica – Sono un cattolico liberale. Mi ritrovo nel programma di Azione. Ma la mia ambizione non è elettorale, non voglio candidarmi, l’ho già fatto. Sono qui per servire, non per chiedere”. Vedremo.