Prosegue senza sosta l’opera di demonizzazione di Catherine Birmingham, la sfortunata mamma del bosco. L’irriducibile assistente sociale capo, Veruska D’Angelo, sostiene che si stia valutando di recidere l’ultima forma di contatto con i bambini che restava alla donna, imponendo un perentorio stop alle sue video chiamate. La D’Angelo lo scrive nero su bianco nel rapporto inviato al Tribunale dei minori in relazione alla concitata fase della separazione della madre dai tre bambini.
In particolare, la relazione dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, che il “vino” dei servizi sociali è il migliore del mercato, visto che in essa si fa un quadro quasi idilliaco circa l’attuale condizione dei bambini. Secondo la D’Angelo il venerdì della separazione non sarebbe stato affatto un giorno drammatico. A suo dire “i minori hanno trascorso l’intera giornata con i familiari e anche al momento del congedo dalla madre erano tranquilli nel colorare alcuni disegni, nonostante i momenti di tensione venutisi a creare”. Ma non basta, esaltando il lavoro di preparazione all’ennesimo strappo familiare, la sceriffa dei servizi sociali scrive: “Le figure adulte di riferimento hanno messo i bambini nella condizione di poter procedere al distacco con serenità” (infatti tutti abbiamo visto la drammatica scena della bimba più grande avvinghiata disperatamente alla mamma, ndr). Tutto questo si è realizzato con molta tranquillità. La sera – prosegue la relazione – i bambini si sono rilassati nella loro camera e hanno sentito la necessità di chiamare la madre, cosa che gli educatori hanno assecondato”. Bontà loro. Addirittura la D’Angelo scrive che una delle educatrici ha dichiarato “di aver riso e scherzato con loro per tutta la serata fino al momento dell’addormentamento”. La notte è trascorsa “senza risvegli”.
Insomma un quadro assolutamente rassicurante che, tuttavia, sarebbe stato rovinato dalla sorella di Catherine, zia dei tre pargoli, la quale, sempre secondo l’implacabile occhio vigile di chi controlla il buon andamento di questo paradiso dei bimbi, avrebbe ripreso di soppiatto la scena dell’addio, così da consentire ai media di far comprendere al popolo italiano il modo con cui è stata realmente gestita l’intera operazione di distacco. Tant’è che da qui in avanti anche zia Rachael e nonna Pauline non potranno più far visita ai loro fortunatissimi nipotini, i quale non potevano vincere una lotteria migliore.
Nel frattempo sembra che stiano proseguendo le trattative di pace tra l’Assistente sociale, che sembra godere di un potere quasi assoluto, e il povero papà Nathan, dipinto da quest’ultima come ragionevole e collaborativo.
Tuttavia, preso atto dell’enorme salto di qualità fatto dai suoi figli nel venire in contatto con questi straordinari professionisti del bene dei minori, forse bisognerebbe che i giudici prendessero in seria considerazione la possibilità di lasciarli nella casa famiglia di Vasto fino al compimento della maggiore età. Essi oramai, dopo che sono stati salvati dalle grinfie di una pessima madre, si trovano in una botte di ferro, una botte in tutto identica a quella del famoso Attilio Regolo.
Claudio Romiti, 18 marzo 2026
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