
Qui al bar pagano quasi tutti col Pos; più che lavoratori, a volte mi sembrano “imbruttiti”. Ma la Banca centrale olandese, qualche giorno fa, ha avvisato i cittadini: nell’eventualità di un’emergenza, tenete sempre con voi dei contanti, che bastino almeno per tre giorni, per un minimo di 70 euro ad adulto e 30 a minore. Si può pensare che il monito rientri nella strategia della tensione europea per giustificare il riarmo, ma i guai del cashless li abbiamo già visti in Spagna, durante il blackout: senza denaro sonante, non si poteva avere nemmeno un caffè (le macchinette però non funzionavano comunque, senza corrente). D’altronde, il commissario Ue Hadja Lahbib, nel famigerato video sul kit d’emergenza, lo ammetteva ridacchiando: se le cose vanno storte, una carta di credito è soltanto un pezzo di plastica. E così, persino i fautori della digitalizzazione, della società in cui i soldi nostri non sono nostri, perché lo Stato o la banca o gli hacker russi possono scollegarci con un clic dal conto corrente, adesso iniziano a cambiare idea. E scoprono che la cara vecchia banconota non è solo questione di libertà, ma a volte è questione di vita. Pensateci, quando strisciate la carta per un euro e cinquanta di cappuccino…
Il Barista, 26 maggio 2025
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