
Ancora peggio del vizio c’è l’irrilevanza. Mentre nel mondo impazza la notizia, a quanto pare peraltro infondata, di un Emmanuel Macron intento a consumare cocaina insieme a Friedrich Merz e Keir Starmer a bordo del Bravery Express, il treno che ha condotto a Kiev i leader della coalizione dei “volenterosi”, l’opinione pubblica continua a perdere d’occhio la vera notizia su cui invece bisognerebbe seriamente focalizzare l’attenzione: la perdurante irrilevanza dell’Europa nello scacchiere geopolitico internazionale. Più che sull’eventuale consumo di sostanze stupefacenti da parte dei leader europei, la politica e l’informazione, soprattutto nel vecchio continente, dovrebbero infatti preoccuparsi della vagonata (giusto per restare in tema di treni) di fallimenti collezionati negli ultimi tre anni dall’Ue sul fronte ucraino.
Sebbene in più occasioni, in questi concitati mesi contraddistinti dalla frenetica ricerca di una tregua, i leader europei, con in testa sempre il solito Macron, abbiano improvvisato summit e incontri vari finalizzati a perorare la causa ucraina, in nessuno di questi i nostri “eroi” sono riusciti ad ottenere risultati concreti o comunque aprire degli spiragli che potessero anche lontanamente lasciare presagire l’apertura di una prospettiva futura di pace. Solo un sacco di proclama (tutti puntualmente caduti nel vuoto), tanti di nulla di fatto, qualche figuraccia e al massimo un paio di scatti qua e là, giusto per immortalare il momento e far passare il messaggio che l’Unione è viva ed esiste ancora.
Purtuttavia, ed è bene sottolinearlo, al di là dei maldestri tentativi compiuti dai cosiddetti “volenterosi” di intestarsi il raggiungimento di un’eventuale prossima pace in terra Ucraina, resta il fatto (pure piuttosto evidente) che questa Europa non risulti minimamente nella condizione di poter interpretare un ruolo chiave nelle trattative promosse dai vari attori sulla scena politica globale nell’ottica di porre fine alla sanguinosa disputa che da anni si consuma alle porte del vecchio continente. Nonostante i tanti miliardi investiti in forniture di armi, quelli letteralmente “bruciati” per effetto diretto delle sanzioni comminate alla Russia, e i significativi disagi patiti per ciò che concerne l’approvvigionamento energetico, l’Europa risulta comunque completamente tagliata fuori dai tavoli per la pace, come anche dalla trattativa russo-americana nella quale sarà presumibilmente ridisegnato il futuro prossimo dell’Ucraina.
Detto in parole povere: mentre russi e americani studiano come spartirsi quel che resta dell’Ucraina e come raggiungere in tempi brevi una soluzione di pace, magari con la mediazione dei turchi, l’Europa resta alla finestra a guardare, illudendosi ancora di contare un po’ più di niente e, in qualche caso, persino di allontanare la fine di un conflitto ormai perduto da tempo. È questa la verità dei fatti, inutile girarci troppo intorno. E rispetto a ciò, a cotanta servile e angosciante irrilevanza, persino il vizio, vero o anche solo presunto, non può che rivelarsi anch’esso, di colpo, inevitabilmente irrilevante.
Salvatore Di Bartolo, 14 maggio 2025
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