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La satira a senso unico di Blob - Seconda parte

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Il giochetto si ripete invariabile nei decenni, naturalmente aggiornato ai nuovi miti, e la missione è semplice: prendere i nuovi miti e mostrarli inermi, attaccati, malvoluti dal partito dell’odio. Ecco stagliarsi le sardine, e Blob fa una puntata sulle sardine, tutte “legate” a icone del solidarismo valoriale di sinistra: sardine e migranti, sardine e rom, c’è una che difende dal becero Gasparri i campi nomadi dove i bambini muoiono di stenti, sardine e Saviano che le arringa, subito scattano sequenze di leghisti intemperanti, poi Bergoglio contro il consumismo, quindi Morgan che canta Tu vuo fa’ l’americano, per dire che è il sistema americano quello basato sul consumismo e quindi fa schifo, è immorale – l’approccio subliminale si fonda sempre sull’evocazione dell’immediato precedente -, poi tornano le sardine, un immenso banco di sardine nella silente profondità dell’azzurro, simbolo maestoso di potenza fatale, inevitabile, determinismo ittico, lotta di classe oceanica, ma ecco il ricciolone Mattia che esalta la sinistra e il suo movimento, infine l’ex ambasciatore Sergio Romano che invece le sardine critica come movimento vuoto di contenuti e l’ultima sequenza è da Cinico Blob, il povero Romano sommerso da una raffica di peti.

Max Del Papa, 4 dicembre 2019