Politica

Il sondaggio

La sinistra licenzia Elly Schlein

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Elly Schlein su sfondo rosso © STILLFX tramite Canva.com

I sondaggi devono essere in questi giorni il peggior nemico di Elly Schlein. Non passa giorno che da quel fronte non arrivino pessime notizie: prima la rilevazione sul Pd stagnante ai valori di Enrico Letta, poi la Supermedia che vede i dem registrare il peggior risultato da quando la segretaria è al potere e adesso l’ultima mazzata: gli elettori di sinistra preferiscono Maurizio Landini alla loro leader. O comunque vedono meglio lui alla guida del Pd di lei. Non è patriarcato, solo la cruda verità.

Il sondaggio su Landini

Partiamo dai dati diffusi da Emg/Adnkronos. Secondo un italiano su quattro il nuovo leader della sinistra è e sarà l’attuale segretario della Cgil, sulle cui mire politiche si è già detto e scritto molto, percentuale che sale a uno su due tra gli elettori di centrosinistra. Mentre alla domanda ‘Tra Landini, Conte e Schlein chi vorrebbe come leader della sinistra?’, il 32% sceglie Landini, il 30% Giuseppe Conte e il 20% Elly Schlein. Brutta storia.

Perché Schlein non sfonda

Per carità: il diretto interessato smentisce interesse e parla di “dibattito sul nulla”. Ma la storia insegna che spesso e volentieri i leader della Cgil sono poi passati direttamente alla sponda partitica. E poi ci sono i numeri. “Una eventuale candidatura di Landini si proporrebbe come elemento aggregante del centrosinistra capace di recuperare anche quei voti perduti”, assicura Fabrizio Masia. “Landini, in questo momento, ha un ottimo appeal mentre mi pare che l’attrattività della Schlein stia faticando a prendere piede e consenso, mentre quella di Conte è più ‘conservativà – spiega l’Ad di Emg all’Adnkronos-. Landini piace all’elettorato del Pd e suscita molto interesse da parte di quella parte dell’elettorato di centrosinistra che non va a votare”. A Elly non è che manchino i valori della sinistra. A Elly mancano “i veri contenuti e idee programmatiche capaci di raccogliere il consenso dei cittadini e interpretarne i bisogni”. Per ora a parte il salario minimo, subito disinnescato da Meloni, non si vedono temi concreti all’orizzonte. E le europee si avvicinano.

Si apre il dibattito

Il Papa straniero, votato non dai circoli Pd (preferivano Bonaccini) ma da molti elettori che simpatizzavano Sinistra Italiana, rischia così di essere defenestrato a meno di un anno dalla conquista del Nazareno. Gli “intellettuali” di area già ne discutono. Per Massimo Ghini potrebbe “unire l’universo della sinistra”. Per Oliviero Toscani “la Schlein non è stata capita perché è troppo intelligente per la media degli italiani” quindi il leader Cgil potrebbe “partecipare con lei a formare una sinistra intelligente”. Praticamente, un commissariamento. Mentre il vignettista Vauro lo preferirebbe a Elly perché “almeno lui è contro la guerra”. Massimo Cacciari ricorda però che “i sindacalisti hanno sempre dato pessima prova di sé ogni volta che sono scesi in politica”. Quindi “per carità”. Però il dibattito è iniziato. E non è una buona notizia per Schlein.

Franco Lodige, 2 dicembre 2023

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