Politica

La sinistra sono i giudici

Schlein, Bonelli e Fratoianni rispolverano la solita vecchia arma giudiziaria per fermare il Ponte sullo stretto di Messina

salvini schlein bonelli ponte

Il lupo perde il pelo ma non il vizio. È proprio il caso di dirlo. Come spesso già accaduto in passato, ancora una volta i nipotini della sinistra comunista, non potendo contrastare un governo democraticamente eletto sul piano politico, rispolverano la solita vecchia arma giudiziaria tanto cara ai loro illustri predecessori. Questa volta, a riesumare l’ultra-consolidato ‘metodo Tangentopoli’ sono i tre leader della sinistra verdarcobaleno: il segretario del Pd Elly Schlein, il presidente dei Verdi Angelo Bonelli e il segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni.

Lo scorso 1 febbraio, infatti, i tre parlamentari d’opposizione hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma riguardante l’attività di progettazione e realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. Obiettivo: bloccare giudiziariamente l’iter politico che condurrebbe alla costruzione dell’opera. Alla presentazione dell’esposto anti-Ponte firmato dalle opposizioni è poi seguita la rituale apertura di un fascicolo da parte del pm di Roma Alessio Natale. Un atto dovuto, quello della procura capitolina, non per niente al momento non figurano né indagati, né tantomeno ipotesi di reato. Assolutamente nulla. Soltanto l’irrefrenabile voglia della sinistra progressista di affossare un progetto strategico per lo sviluppo del Mezzogiorno in nome del solito ecologismo del no. Dei no, a prescindere. Altro bel vizietto degli eco-comunisti, per restare in tema di vizio.

Poco importa, poi, se la costruzione del Ponte, oltre a stabilire un collegamento rapido e diretto tra Sicilia e Calabria, determinerebbe la creazione di circa 120mila posti di lavoro in tutta Italia. Evidentemente, anche il tema del lavoro, tanto caro, almeno a parole, alla sinistra, può beatamente passare in secondo piano rispetto alla forza dirompente dell’ideologia. L’unica cosa che sembra davvero contare per questa anti moderna sinistra in salsa green. Tutto il resto vale veramente poco. Se non addirittura nulla.

In estrema sintesi, per i progressisti nostrani il Ponte sullo Stretto non s’ha proprio da fare. In barba allo sviluppo infrastrutturale del Meridione, all’utilità strategica dell’opera per il Paese, e persino ai posti di lavoro che si creerebbero per effetto diretto della costruzione di un’infrastruttura pubblica di tale portata. E se poi proprio non ce la si fa a fermare i progetti dell’esecutivo con i tradizionali metodi democratici poco importa. Dove non arriva la politica, ci può sempre pensare la magistratura. Mani pulite docet.

Salvatore Di Bartolo, 22 febbraio 2024

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