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Qui al bar lo abbiamo visto tutti quell’articolo sul caldo anomalo in Toscana. Da una decina di giorni, in tutto il Paese, la gente ha dovuto ritirare fuori dagli armadi maglioni e persino piumini. Ma i giornali ci informano: ha fatto lo stesso più caldo del normale. E se sentiamo freddo, è perché la percezione ci inganna. Ma come?
Quando ci sono 35 gradi però ne percepiamo 45, i media ci marciano; e quando ce ne sono 13 e si sente, siamo noi che ci inventiamo di sana pianta il freddo fuori stagione? La verità – mi ha spiegato un professore mentre beveva il suo caffè – è che questa del cambiamento climatico è una teoria scientifica che ha la forma di un dogma religioso. Non esiste un elemento che sia in grado di falsificarla, ha detto. Cioè, qualunque cosa accada, è sempre una conferma del fatto che è vera. Se fa caldo, è perché c’è il cambiamento climatico; se fa freddo, è comunque perché c’è il cambiamento climatico e quindi le anomalie nelle temperature viaggiano sia verso l’alto sia verso il basso.
Ciò ha spinto a riflettere anche me. Succede come con Dio: se siamo felici, è grazie a Lui; se siamo tristi, abbiamo bisogno di Lui. Nulla prova la sua esistenza, nulla la smentisce. Ma esisterà un fatto che possa dimostrare che la teoria sul clima è sbagliata? Possibile che tutto e il suo contrario la confermino? Verrà il giorno in cui una profezia che non si realizza farà cadere il velo? Ci sarà un banco di prova? Oppure c’è solo la divisione tra chi crede e chi nega la fede? Questo caffè troppo bollente che mi sono preparato era davvero troppo bollente, oppure è stata solo la mia percezione?
Il Barista, 5 agosto 2025
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