Esteri

La strategia della sinistra globale: se non puoi batterli, ammazzali o arrestali

Dagli Usa al Brasile, fino all’Italia: se i compagni non vincono con i voti, ci provano con le manette. E ora spuntano pure le pallottole

bonlsonaro kirk trump
Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

C’è un copione che si ripete, sempre uguale, da anni. Cambiano i protagonisti, cambiano i Paesi, ma la trama resta la stessa. La sinistra – quella che si riempie la bocca con parole come “democrazia”, “costituzione”, “libertà di stampa” – quando perde le elezioni, semplicemente non accetta il verdetto delle urne.

Perché diciamolo: quando vincono loro, il popolo ha parlato. Quando perdono, invece, il popolo è ignorante, manipolato, plagiato, magari pure fascista. E allora via con i soliti trucchetti: si chiama in causa la magistratura, si aizzano le piazze, si cerca di silenziare l’avversario, o peggio, lo si dipinge come una minaccia da eliminare. Letteralmente.

Prendete Donald Trump. Amatelo o odiatelo, ha governato per quattro anni con un consenso enorme. E ora, guarda caso, proprio mentre si presenta alle elezioni con numeri da far tremare i democratici americani, cosa succede? Arriva una condanna penale. Un processo-lampo, in un tribunale di New York, con una giuria “casualmente” composta da progressisti. E tutti i giornaloni giù a titolare: “Giustizia è fatta”. Ma davvero? Nonostante la campagna giudiziaria, ha stravinto il confronto con Kamala Harris, ma il punto è un altro. La verità è che non riuscendo a batterlo politicamente, hanno provato a farlo fuori con i codici penali. E attenzione: mica su questioni di alta finanza o sicurezza nazionale. No, l’hanno incastrato su una vicenda di contabilità legata a una pornostar. Neanche in un film di serie B ci crederebbero.

E in Brasile? Stesso copione con Jair Bolsonaro. Ha perso le elezioni (di misura) contro Lula – sì, proprio lui, quello graziato dopo anni di scandali e condanne. Bolsonaro viene accusato di ogni nefandezza, compreso un tentativo di golpe, e messo fuori gioco dalla magistratura. La prima sezione della Corte suprema brasiliana ha emesso una condanna a 27 anni e tre mesi per l’ex presidente, condannato per tentato colpo di Stato e altri reati connessi. La democrazia? Solo se vince la sinistra.

Ma attenzione, perché il clima si fa più cupo. Non bastano più i tribunali. Si passa a forme di violenza diretta. Pensiamo all’attentato a Trump durante un comizio: un colpo d’arma da fuoco che avrebbe potuto cambiare la storia. E la drammatica vicenda di poche ore fa, l’assassinio di Charlie Kirk, il volto giovane e di successo del conservatorismo americano, una vera e propria esecuzione. La sua colpa? Avere idee diverse da quelle della sinistra e di sfidare i compagni al confronto dialettico.

Leggi anche:

Domanda semplice: se fosse successo l’inverso, se un politico progressista fosse stato preso di mira da un conservatore squilibrato, cosa avremmo letto oggi? “Il clima d’odio”, “La responsabilità morale della destra”, “La deriva violenta del populismo”. E invece? Silenzio. Imbarazzo. Articoli a mezza voce. Perché la violenza, quando colpisce un conservatore, sembra quasi giustificata.

Non illudiamoci che in Italia le cose vadano diversamente. Guardate cosa è successo ogni volta che la sinistra ha perso il potere: si è rifugiata nei palazzi della giustizia, nei talk show, nei salotti buoni. I magistrati diventano improvvisamente “la voce della Costituzione”. Gli avversari politici vengono indagati, messi alla gogna, delegittimati. E quando governa la destra? È emergenza democratica. È allarme antifascismo. È un urlo continuo contro una fantomatica “deriva autoritaria”, che guarda caso, non si realizza mai.

Ecco il punto: la sinistra, quella vera, quella ideologica, non accetta il pluralismo. Non concepisce che esistano idee diverse dalle sue. O peggio, le considera pericolose. E allora fa di tutto per zittirle: con i giudici, con la censura, con la violenza verbale – e ormai anche fisica. Non sono errori. Non sono eccezioni. È un metodo. Una strategia. E a forza di giocare con il fuoco, prima o poi, qualcuno si brucia.

Franco Lodige, 12 settembre 2025

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it
L'inferno è pieno di buone intenzioni

SEDUTE SATIRICHE

Sedute Satiriche di Beppe Fantin - Vignetta del 10/04/2026

Domani da incubo

Vignetta del 10/04/2026