
Nemmeno il tempo di stappare una bottiglia di buon vermentino ligure per festeggiare la vittoria a Genova della neo sindaco Silvia Salis che sul campo largo cade la tegola del rigetto del ricorso presentato dalla presidente Alessandra Todde. E così dall’ “uno vale uno” del comico genovese si passa all’ “uno vale poco” e al quasi “uno vale niente”. Una vicenda, quella degli adempimenti elettorali, che dà la dimensione del pressapochismo di casa 5 Stelle.
Il tribunale di Cagliari “rigetta il ricorso di Alessandra Todde avverso l’ordinanza – ingiunzione del Collegio Regionale di Garanzia Elettorale presso la Corte d’appello di Cagliari adottata il 20.12.2024 e notificata il 3.1.2025”. Con queste fredde parole dal palazzo di giustizia arriva l’altrettanto gelida doccia per la governatrice grillina. Mentre la politica in queste ore si schiera nel consueto gioco delle parti – vedere i grillini diventare ipergarantisti fa un certo effetto… – abbiamo chiesto all’avvocato dello Stato Francesco Caput di aiutarci a capire le 65 pagine della sentenza che entra nel merito punto per punto.
- Sembrerebbe che gli argomenti sostenuti dalla difesa della Todde siano in toto, o quasi, respinti da questa sentenza.
Tutte le argomentazioni difensive della Todde sono state disattese. Quindi totale infondatezza del ricorso. Il punto dolente non è tanto quello che concerne la infondatezza del ricorso, quanto piuttosto quello che non smentisce la superficialità e l’incompetenza della Todde durante la sua campagna elettorale. Le cause si vincono e si perdono, ma ottenere una declaratoria giudiziale di incapacità amministrativa e burocratica appare davvero grave. Adesso sicuramente la Todde farà appello chiedendo la sospensione della esecutività della sentenza. Non penso che questa sospensione le verrà concessa, poiché l’importo della sanzione pecuniaria è piuttosto modesto e non crea un danno grave e irreparabile alla Todde. - Cosa ci si deve aspettare?
Altro punto fondamentale da considerare è il fatto che pende un conflitto di attribuzione davanti alla Corte Costituzionale. Per cui, in ogni caso, si dovrà attendere l’esito del conflitto prima di decidere sulla decadenza. Se la decisione della Corte dovesse stabilire che la legge statale sulla decadenza è comunque applicabile nella regione Sardegna, allora effettivamente la discrezionalità del Consiglio sarebbe fortemente ridotta. - Il ruolo del Consiglio regionale: può disattendere questa sentenza o deve solo prenderne atto?
A mio avviso il Consiglio regionale, per quanto concerne la decadenza, non deve limitarsi a prendere atto della sentenza. Per il semplice motivo che il Tribunale ha dichiarato espressamente di non potersi occupare della decadenza, ma solo della sanzione amministrativa. Ciò significa che il Consiglio dovrà accettare l’esito del ricorso solo in merito alla legittimità del provvedimento sanzionatorio, ma sarà libero di valutare se la decadenza sia applicabile alla fattispecie come conseguenza dell’illecito amministrativo. Ora, poiché il Consiglio ritiene che la legge elettorale dello Stato, in quanto antecedente alla riforma del sistema elettorale, non si possa applicare a questa vicenda, potrebbe di conseguenza non dichiarare la decadenza della Todde. - Che tempi si prevedono?
I tempi non saranno brevissimi, perché per l’appello ci vorrà qualche mese.
Antonello Picci, 29 maggio 2025
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