Cronaca

La vergogna di Stampa e Rep: i Pro Pal assaltano, loro accusano la polizia

Il folle comunicato dei Cdr: "Perché on li hanno fermati"? Proprio loro che lamentano l'uso dei manganelli. E poi tirano fuori il fascismo. Toc toc, questi sono antagonisti!

Assalto alla stampa cdr
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Di ipocrisia si vive ma si muore pure e quelli del Gruppo Gedi (ex? Fu?) di ipocrisia rigurgitano. E quindi muoiono e muoiono male. Succede che a Torino un gruppo di balordi Pro Pal che fa? L’unica cosa che può fare, sfonda ed entra in redazione a la Stampa sfasciando e lordando, scritte e mazzate, secondo copione. E la Stampa che fa? Un comunicato oltre l’ipocrisia, di vergognoso delirio, in cui non si nomina neanche per una parola, neanche per sbaglio la matrice anarcoide e teppistica, e si capisce, perché sono gli stessi che un giorno sì e l’altro pure vengono difesi, giustificati, esaltati dai compagni col culo riscaldato del gruppo Gedi; in compenso, siccome un colpevole va pur trovato, lo si trova alla maniera delle Salis e degli antagonisti: nella polizia e nel “fascismo”, questa categoria dello spirito e della storia che va su tutto. Insomma riescono a cavare una speculazione politica, demenziale, perfino se pigliano per groppa: i compagni dei compagni li mazzano e loro siccome debbono difenderli, hai visto mai che le Lelle ed altri di riferimento si offendessero, poi a parlà di informazione democratica libera e plurale so’ boni tutti, li coprono con l’omertà più vile e, già che ci sono, dirottano la responsabilità sulla solita Meloni. Perché dire, insinuare che la polizia li ha lasciati fare significa solo questo.

Si fottono tra loro e non sanno come uscirne? Ma che si fottano! Altro che i due pesi e due misure, questi non hanno più misure e sono franati sotto il peso della loro etica tarlata: ma come: balordi di CasaPound attaccano, ricordate, la CGIL e allora attacco fascista alla democrazia, allo Stato, alla civiltà e solito rosario di cazzate retoriche; balordi di Askatasuna e suoi derivati attaccano un giornale “libero e democratico”, che fa già ridere così, ed è lo stesso un attacco fascio? In questi casi l’ipocrisia dilagante squirta solidarietà, vicinanza, appoggio, nessuno tocchi l’informazione martire: beh, per quel che ci riguarda, o se preferite che mi riguarda, a personalissima sensibilità di chi scrive: col cazzo! Ripetuto tre volte. Tenuto conto che nessuno si è fatto male, una simile improntitudine non merita nessuna vicinanza. Poi il ministro Piantedosi la esprima come gli pare, lo deve fare, per etichetta, per sudditanza culturale, per ipocrisia anche lui, e allora lo faccia pure, tanto non gli servirà a scampare accuse di boia, anzi. Ma la solidarietà si conquista e qui nessuno ha fatto niente per meritarla.

In compenso han fatto di tutto per meritare le conseguenze di certo appoggio scriteriato ai suddetti propal, che poi sono pro Hamas: quante volte l’abbiamo scritto? Beccandoci dei fascisti, dei servi del sionismo… Coccolati, viziati, coperti nella delinquenza, nei finanziatori terroristi, e adesso questi, che non sospettano riconoscenza, che procedono come schegge impazzite, non conoscendo amici e nemici, la prima redazione che trovano lungo il cammino la devastano; per combinazione e ridicola combinazione, è una redazione solidale: ecco, adesso teneteveli. Invitateli a cena, discorrete pure di quanto siano resistenti i fratelli musulmani, i compagni di Hamas e le flotille, però alla, scusate, merda morale di scaricare le colpe sul governo, la polizia, il fascismo, il duce, i cambiamenti climatici non potete arrivarci, neppure voi. Perfino voi.

La solidarietà si rivendica, si ottiene trovando il coraggio dell’unica cosa da dire: sono delinquenti non attivisti, combattenti o solidali, sono criminali e questa volta, nostra culpa, hanno colpito noi. Non succederà e possiamo capirlo, però finire a cena col tuo carnefice è una scelta tua e per cavartela non puoi inventarti i farabutti del tempo morto o dall’altra parte dell’universo. “Giornalista terrorista sei il primo della lista”: par d’essere precipitati a mezzo secolo fa, anche all’epoca i violenti, i pistoleri ammazzavano ad estro, per divertimento, colpivano pure i progressisti, i “democratici”. E se invece azzoppavano qualche reazionario, i giornalisti dalla parte giusta ridacchiavano, si davano di gomito: io non dimenticherò il livore di Repubblica (what else, già allora) che sulla gambizzazione di Montanelli riuscì ad omettere la matrice brigatista nel titolo, mentre nelle redazioni si ubriacavano a festa.

Adesso, scusate, che cazzo volete? Mettete in croce gli sbirri che non intervengono? Quante altre volte ce li avete messi per il semplice fatto di portare una divisa? Di scendere in piazza a prendersi gli sputi e le botte dei vostri amici che vi si sono rivoltati contro? Certo, la polizia è carogna e assassina, però quando servono li volete subito. Li volete per voi. Avrei voluto vederli, gli intrepidi “colleghi” della Stampa a ragionare coi loro protetti: no, ma prego, qui c’è un muro bianco, scriveteci pure sopra polizia merda, ebrei ai forni, dal fiume fino al mare; no ma figuratevi, sfasciate pure, buttate tutto all’aria, solo, se potete, con un po’ di gentilezza, ricordatevi che siamo dalla vostra parte. Che siamo tutti sulla stessa barca della flotilla. Gli è andata bene che c’era nessuno, erano tutti al sacro sciopero di Landi, feat quella ormai patetica sciacalla della Greta e quel barbagianni antisemita di Roger Waters. Va bene, non si è fatto male nessuno, la lezione tanto non la imparano, tutto è male quel che finisce male, ma un comunicato congiunto come quello dei Gedi non si può sentire, neppure in tempi mortificanti per la decenza come questi.

Max Del Papa, 28 ottobre 2025

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