Qui al bar non ci chiediamo se Emmanuel Macron abbia fatto bene, un anno fa, a indire le elezioni legislative, dopo le quali la situazione politica del Paese si è impantanata. La colpa infatti non è delle elezioni; semmai, del tentativo di arginare l’ascesa della destra cattiva ammucchiando tutte le forze di sistema e difendendo un sistema che però stava già crollando.
La realtà, in democrazia, presenta ancora il conto. Se ne sarà accorto persino l’idolo del Pd, Pedro Sanchez, il cui governo, in Spagna, è appeso ai ricatti dei separatisti, mentre la moglie e il fratello sono nei guai con la giustizia. E il nuovo cancelliere tedesco, Friedrich Merz, non se la passa tanto meglio: pure in Germania l’ennesimo tentativo di evitare l’ascesa di Afd tramite il mischione di centrodestra e centrosinistra ha avuto, come risultato, quello di trasformare Afd nel primo partito del Paese. Nel Regno Unito, invece, l’esecutivo di Keir Starmer fa talmente pietà che gli elettori non solo non schifano più la suddetta destra cattiva, ma rischiano, in caso di elezioni, addirittura di mandarla a governare senza bisogno di alleanze politiche: Nigel Farage avrebbe quasi i seggi necessari per insediarsi a Downing Street senza accordi con i Tories.
Chissà, forse a sinistra lo hanno capito: agire affinché la volontà degli elettori non conti nulla perché gli elettori votano “male” non è una grandissima idea. Dopodiché, finire all’opposizione non è certo garanzia di riscatto: qui governa Giorgia Meloni dal 2022, ma il campo largo, mentre crede di trionfare in piazza, continua a perdere le alle urne…
Il Barista, 7 ottobre 2025
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).
Da oggi puoi aggiungere Nicolaporro.it alle tue fonti preferite su Google visitando questa pagina e spuntando la checkbox a destra
Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


