Landini boicotta i lavoratori: dice no all’aumento degli stipendi

La CGIL ostacola gli aumenti: 400mila lavoratori ostaggio della politica sindacale

9.9k 28
landini sindacati

La CGIL di Landini non firma l’accordo sui rinnovi contrattuali nel settore degli enti locali, che prevede un aumento in busta paga del 6%. Il segretario confederale gioca al rialzo, pur sapendo che le richieste avanzate non potranno essere accolte. Eppure, il compito di un sindacato dovrebbe essere quello di tutelare i lavoratori e favorire percorsi contrattuali in grado di riconoscere aumenti salariali capaci di neutralizzare l’inflazione e migliorare il potere d’acquisto.

Il boicottaggio deliberato dell’accordo rientra perfettamente nello schema politico ormai consolidato di Landini: generare una crisi, manipolare la reazione pubblica e presentarsi come la soluzione. La richiesta avanzata da CGIL e UIL – il recupero triennale dell’inflazione per un ammontare di 32 miliardi di euro, pari all’intera legge di bilancio – è una pretesa irrealistica, che serve solo da alibi per alimentare una polemica di natura antigovernativa.

Il sindacato dovrebbe impegnarsi per sbloccare i contratti migliorativi, invece di limitarsi ad agitare slogan e a esasperare il clima sociale. Come si può respingere una proposta che riconosce incrementi retributivi del 10% nelle Funzioni Locali? È evidente la volontà di Landini di interpretare il suo ruolo in chiave antagonista, vedendo nel governo di centrodestra non un interlocutore, ma un nemico da ostacolare, con un approccio rigidamente pregiudiziale.

Anche i rinnovi dei contratti delle Funzioni centrali e della sanità pubblica sono stati ostacolati da CGIL e UIL, nonostante prevedessero aumenti in busta paga del 7%. Dopo il fallimento dei referendum abrogativi, con cui Landini aveva tentato di costruirsi un profilo politico, ci si attendeva un passo indietro. Invece, continua a snaturare la missione del sindacato, trasformandolo da soggetto a difesa dei lavoratori in strumento di promozione politica personale.

Leggi anche:

Emerge anche una contraddizione evidente: da un lato invoca il salario minimo, dall’altro contesta le risorse già stanziate per aumentare i salari. Così, 400mila dipendenti pubblici restano ostaggio di una linea ideologica che antepone la visibilità politica alla concretezza delle conquiste salariali.

In questo scenario, Elly Schlein tace. Di fronte alla sfida tra il contismo pacifista dei 5 Stelle e il landinismo antiriformista, invece di prendere le distanze, sceglie un silenzio complice che, più che rafforzare l’opposizione, finisce per indebolire il Paese.

Andrea Amata, 26 giugno 2025

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis)

Seguici sui nostri canali
Exit mobile version