Qui al bar sappiamo che il denaro non puzza mai, ma ancora conserviamo quella ingenua meraviglia dell’uomo della strada, che quando guarda la politica crede di vedere un ring e invece ha davanti un banchetto. Avete presente Maurizio Landini? Quello della “rivolta sociale”, quello che i magistrati gli chiudono l’Ilva e sciopera contro Giorgia Meloni…
Ebbene, proprio lui, il segretario ombra del Pd, dalla Meloni si è fatto soccorrere: Open ha accertato che Futura editrice srl, società controllata dalla Cgil, ha beccato da Palazzo Chigi un contributo di 700.514 euro per gli “investimenti in tecnologie innovative” del 2023. Non è bastato per chiudere il bilancio in attivo: Futura, nel 2025, perdeva ancora oltre 2,6 milioni di euro; comunque meglio dei 4,7 dell’esercizio precedente.
Tutto regolare: la casa ha chiesto l’accesso al fondo straordinario per l’innovazione nell’editoria italiana, come da dpcm (ah, che capolavoro questi dpcm) del 2023. Tra le quattro riviste pubblicate dagli scribi di Landini, con i fantasmagorici mezzi “innovativi”, spicca “Critica marxista”, bimestrale politico e culturale che ottimamente incarna la tragicomica parabola del suo eroe eponimo: bisognava superare lo Stato, adesso dallo Stato ci si fa finanziare. Perché il denaro non puzza. E la rivoluzione fa presto a diventare un pranzo di gala.
Il Barista, 31 luglio 2026
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Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI


