Qui al bar ci siamo dovuti attrezzare col Pos, per cui non abbiamo particolari problemi. Ma la prospettiva della abolizione totale e perenne del cash ci inquieta. E a chi poteva venire, questa brillante trovata, se non al segretario ombra del Pd? “Nell’era dell’intelligenza artificiale”, ha detto ieri Maurizio Landini, “trovo difficile continuare a raccontare che ci sono 110 miliardi di evasione. E se tu vai a tracciare esattamente tutto, eviti anche l’evasione fiscale, il lavoro nero”. Come si fa a tracciare tutto? Il segretario della Cgil ha la soluzione in tasca: “Bisognerebbe dire che con i soldi liquidi non si paga più nulla”.
Un paradiso di libertà, lo Stato ideale sognato dall’uomo che sussurra – si fa per dire – a Elly Schlein. E per il quale anche il cliente che paga con le monetine 1 euro e 20 di caffè (da voi costa di più?) è un potenziale complice di evasione. Chi ha bisogno dei vecchi comunisti, quando quelli nuovi la pensano così? È il motivo per cui, quando pensiamo che il governo di centrodestra non ha brillato, inorridiamo dinanzi a un orizzonte di governo con questi qua: tipo quelli di Avs, che vorrebbero il reddito universale e il fondo pubblico per i morosi.
Ma non è finita qua: nel programma di Landini c’è anche l’idea di “cancellare tutte quelle flat tax, perché non è possibile che l’unico che paga le tasse progressivamente sono i lavoratori dipendenti e i pensionati, perché tutte le altre forme di reddito hanno la flat tax”. Ne verrà fuori uno slogan grandioso: anziché meno tasse, più tasse per tutti. Mal comune, mezzo gaudio. Anche se, la sinistra insegna, pagare le tasse è bellissimo. Quelle tanto, non si pagano mica in contanti.
Il Barista, 14 ottobre 2026
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