Storicamente l’Europa è sempre stata ad alta percentuale di antisemitismo e questo è un dato di fatto difficile da smentire. Anche se per una sorta di pudore e vergogna dovuta alla Shoah si è sempre cercato di nasconderlo, da diversi anni, io calcolo dalla guerra in Libano del 1982, gli antisemitismi di tutti i tipi: cattolici, comunisti, fascisti, anarchici, di matrice islamica e chi più ne ha più ne metta, hanno rialzato la testa e il livello della loro tracotanza.
Una piccola spiegazione che debbo al lettore è che inizio il mio calcolo dalla prima guerra in Libano, “Pace in Galilea” del 1982, perché fin da allora i media riuscirono a imbrogliare le carte e a non far capire che il governo Begin decise di invadere il Libano perché da un anno e mezzo, cioè da metà del 1980, il nord di Israele era sotto tiro dei razzi Katjuša di fabbricazione sovietica che Mosca forniva ai terroristi dell’OLP di Arafat e non, come molti ancora credono, per volere di Ariel Sharon che all’epoca era il ministro della Difesa.
Razzi lanciati verso il territorio israeliano: ricorda qualcosa? La tattica di allora è la stessa degli ultimi anni.
Dicevo che l’Europa è sempre stata ad alta percentuale di antisemitismo e in questi ultimi anni l’humus con tutto il suo fetore si fa sentire in ogni posto e in ogni occasione, e la scusa dell’antisionismo è solo patetica e senza alcun fondamento. Lo dico a tutti gli antisionisti: non vergognatevi di essere antisemiti, ammettetelo senza chiamare in causa il fantomatico amico ebreo, farete sicuramente una figura meno disonorevole di quella a cui siete abituati.
Non potete continuare a nascondervi dietro all’antisionismo perché cacciare dai ristoranti turisti israeliani in visita è antisemitismo. Si tratta di un’azione diretta a quelle specifiche persone e non a un governo che, per quanto antipatico ai vostri occhi, è stato comunque eletto in democrazia.
È successo in Italia, Spagna, Grecia e Germania.
Non potete continuare a nascondervi dietro all’antisionismo. Imbrattare i pasti kosher con la scritta Free Palestine fatta a mano con un pennarello su un volo Iberia Airlines è antisemitismo perché diretta a quelle specifiche persone e non a un governo che, per quanto antipatico ai vostri occhi, è stato comunque eletto in democrazia.
Non potete nascondervi dietro all’antisionismo. La cacciata da un aereo di un gruppo di ragazzini francesi all’aeroporto di Valencia solo perché cantavano in ebraico è antisemitismo. La dice poi lunga il fatto che il pilota, colui che ha chiesto l’intervento della Guardia Civil, è stato fra gli addestratori dei terroristi che si lanciarono con gli aerei contro le torri gemelle di New York.
Un gruppo di 47 turisti israeliani è rimasto bloccato in Bosnia dopo che i loro passaporti, consegnati alla reception dell’hotel per la registrazione, sono finiti nel cestino e da lì direttamente nei camion della nettezza urbana fino a una discarica. Il gruppo, che sarebbe dovuto rientrare in Israele lo scorso sabato, si è ritrovato senza documenti ed è ora bloccato in Bosnia. I viaggiatori sono costretti a rimanere nello stesso albergo in attesa di una soluzione, che potrebbe richiedere giorni, se non settimane. Decine di passaporti, tutti israeliani, triturati non è un errore ma atto intenzionale. Non è antisionismo ma antisemitismo perché atto mirato verso specifiche persone e non a un governo che, per quanto antipatico ai vostri occhi, è stato comunque eletto in democrazia.
Ma la parte più seria e importante, quella dove l’antisemitismo di oggi cerca di giustificare l’antisemitismo del passato è avvenuta nella nuova galleria dell’Olocausto all’Imperial War Museum di Londra dove si sostiene, il cartello non è stato ancora rimosso, che le leggi razziali naziste fossero rivolte ai soli ebrei osservanti. I nuovi neo-storici che hanno curato la mostra, di questo tipo ce ne sono diversi esemplari anche in Italia e sono molto osannati nella cerchia degli antisemiti di sinistra, con la didascalia hanno affermato che le leggi di Norimberga escludevano gli ebrei laici. Il museo londinese continua e rifiutarsi di cambiare la descrizione sulle leggi razziali naziste che secondo i curatori miravano solo agli ebrei osservanti, nonostante diversi accademici, quelli veri, abbiano etichettato la didascalia come “una sciocchezza”.
Nella descrizione dell’Imperial War Museum si legge che secondo le leggi di Norimberga del 1935 una persona veniva definita ebrea in base al numero di nonni ebrei osservanti che aveva. Ma non è vero, perché purtroppo la legge antisemita non faceva riferimento all’osservanza dei precetti di fede tra i suoi criteri ma definiva ebreo chiunque fosse registrato come avente tre o quattro nonni ebrei, mentre un individuo con uno o due nonni ebrei era definito meticcio o Mischlinge.
La legge privò gli ebrei della cittadinanza tedesca e vietò loro di sposarsi o di avere rapporti sessuali con persone di etnia germanica.
Le leggi razziali tedesche, ne entrano in vigore anche in Italia e per questo motivo la madre del sottoscritto fu cacciata dalla sua scuola quando frequentava la seconda elementare, miravano a sradicare tutti gli ebrei indipendentemente dal loro livello di osservanza religiosa. Non era importante se il nonno fosse osservante o meno, ma se alla nascita il bambino fosse stato registrato presso la comunità ebraica. Anche se la persona si fosse convertita al cristianesimo, la prima iscrizione come ebreo era per i nazisti fattore decisivo.
Questa orribile didascalia è fine, sottile. Anche se si tratta di un falso e questi storici ne risponderanno davanti alla storia, il gioco di parole è voluto, si tenta di formulare una tesi, un’idea da inculcare a chi antisemita ancora non è diventato, e cioè la differenziazione fra ebrei buoni e ebrei cattivi.
Si vuole far passare che gli ebrei di estrazione laica o riformata avrebbero potuto essere risparmiati dalle persecuzioni che precedettero la Shoah, mentre le leggi erano verso quelli cattivi, cioè gli ebrei religiosi o ortodossi. Quelli che attualmente vengono chiamati ultraortodossi dai giornalisti ignoranti neanche si trattasse di un club di tifosi che urlano dalle gradinate durante il derby.
Secondo queste menti disturbate, per essere antisemiti un po’ di disturbo lo devono avere per forza, è giunto il momento del dividi et impera. Cioè del dividi il mondo ebraico e poi lo sottometti. A loro ricordo che ci hanno già provato gli imperatori romani a dividerci, ma che dal 70 D.C. nessuno ci ha mai sottomesso, meno che mai ora che abbiamo la nostra patria.
Michael Sfaradi, 17 agosto 2025
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