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Le 10 verità che i grillini non dicono

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Apro i giornali di lunedì, una noia mortale. Belli i tempi delle 10 domande, quando giornalisti coraggiosi e indomiti sfidavano il potere. La Repubblica con le sue 10 domande a Berlusconi, Il Fatto Quotidiano infervorato che sfida Salvini; il M5S, non capendo al solito il suo ruolo, che mestamente le rivolgeva a Fontana. In mezzo domande per tutti.

Ovviamente nessuno se li è mai filati e non è arrivata nemmeno l’ombra di una risposta. Ma per i complottisti va bene così; la loro libidine è nelle domande, perché le risposte devono essere capite e rendono la realtà complicata.

Insomma le domande sollevano un polverone e le risposte non interessano a nessuno. Perciò basta con le domande, passiamo direttamente a 10 risposte sui grillini figlie dei giornali di oggi. Le domande sapranno farsele quelli che li hanno votati e quelli, se esistono, che si accingono a farlo ancora:

1. “È vero abbiamo sistematicamente mentito agli elettori; ma non ne eravamo consapevoli, ancora non sapevamo quanto avremmo apprezzato la vita da Ministri e non da ministeriali, le auto blu e non gli autobus, il reddito del parlamentare invece della dichiarazione a zero. Non ci potete rimproverare nulla, quando abbiamo chiesto il vostro voto non conoscevamo nulla di tutto questo e non potevamo immaginare quanto ci sarebbe piaciuto. Non potete farcene una colpa e non c’è nulla di cui dobbiamo scusarci, anzi sarete anche responsabili dei danni che faremo pur di non rinunciarvi.” Tra le righe di Fico, Di Maio e Patuanelli.

2. “Perchè continuate a sostenere che il reddito di cittadinanza fosse voto di scambio! noi volevamo solo abolire la povertà. Che c’è di male, era un buon programma, chi non vorrebbe abolirla? Era anche la parte più facile del nostro programma, bastava distribuire dei bancomat caricati con i soldi vostri. Non ha funzionato? i poveri sono aumentati? non si deve mollare alle prime difficoltà; coinvolgiamo il PD, introduciamo il salario minimo, blocchiamo sfratti e licenziamenti e stabilizziamo i navigator. Chissà magari funziona!” Confuse interviste a Fico.

3. È vero Grillo ha visitato l’ambasciatore cinese, però Conte ha dato coraggiosamente buca mandando la giustificazione per “motivi di famiglia”. Aprire alle nostre aziende il mercato cinese era facile, bastava essere gli unici in Europa a firmare la via della seta! E lo dice anche il blog che gli Uiguri stanno benissimo, ad Hong Kong stanno riportando l’ordine e la disciplina e Huawei non ci spia. Governare significa scegliere, noi scegliebbimo.” Il FQ ci avverte che la via della seta non va da nessuna parte.

4. “La gestione di Roma è stata un disastro, ma non vorrete mica dare la colpa a Virginia. Noi non eravamo pronti, il Pd ci ha obbligato a vincere suicidandosi. Non vi potete lamentare, abbiamo dovuto improvvisare con Lanzalone, Marra, Jimmy il fenomeno e gli altri, ma dovevamo imparare. Come dice Virgy ora siamo finalmente pronti per Roma; in questi 5 anni abbiamo imparato molto dai nostri errori, ci siamo pentiti e siamo pronti per ricominciare.” Dichiarazioni dopo le primarie PD a Roma.

5. “Abbiamo espulso i migliori, ma del resto cosa potevamo fare il nostro intento era di rappresentare i peggiori. Mentre buttavamo fuori Pizzarotti, prima che venisse rieletto a Parma contro il nostro candidato, vi mandavamo tutti affanculo e voi ci votavate. Ora ci dite che è colpa nostra se abbiamo mandato tutto in vacca. Ammettetelo: siete confusi.” Fico che non si candida a Napoli non perché abbia paura di perdere ma perché “ricorda i suoi doveri istituzionali”…

6. “Noi per primi, dopo avervi imposto come Presidente del Consiglio uno sconosciuto, pedante e inesperto, professore di diritto di secondo livello con un curriculum farlocco, siamo stati sorpresi che il Pd ne facesse «un punto fortissimo di riferimento di tutte le forze progressiste». Comunque l’alternativa era di fare Presidente del Consiglio un ex bibitaro del San Paolo. Salvini non ha voluto, ma forse non sarebbe stato nemmeno peggio!” Fico elogia il Governo Conte.

7. “Lo abbiamo detto da subito, responsabili del crollo del ponte Morandi sono i Benetton e per questo vanno cacciati. Non vorrete negare che grazie al genio di Conte e Toninelli con solo 5 miliardi abbiamo ricomprato quello che era già nostro e ce li siamo levati di torno.” Assente sul giornale di oggi ma ormai è un classico.