Giustizia

Le deboli argomentazioni del No alla riforma

La risposta a Claudio Mario Galoppi, Segretario dei Magistrati indipendenti

L’art. 111 della Costituzione recita: «Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale» e la riforma costituzionale vorrebbe rendere compiuto il dettato di questo articolo. La riforma non convince alcuni, tra questi Claudio Mario Galoppi, Segretario dei Magistrati indipendenti, intervistato da Nicola Porro lo scorso venerdì 6 febbraio, nei suoi preziosi “Dieci minuti” dopo il Tg4. Galoppi, persona molto garbata, tradiva dietro il garbo grande debolezza di argomentazione. Ecco le argomentazioni di Galoppi:

«Questa riforma ai cittadini interesserà fino ad un certo punto, la questione della separazione delle carriere è solo apparente, perché le funzioni sono già separate. Né esiste rischio di appiattimento del Giudice sul Pm: non si può pensare che il Giudice decida in base all’amicizia col Pm». Il sorteggio sarebbe «contrario a due principi: la meritocrazia e la responsabilità». Il sorteggiato sarebbe sollevato da ogni responsabilità «perché non deve rendere conto a nessuno».

Quelle dette sono argomentazioni molto deboli.

Franco Battaglia, 15 febbraio 2026

 

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