L’ospedale di Sion, nel Cantone Vallese, ha inviato fatture comprese tra 15.000 e 60.000 franchi svizzeri (fino a circa 75.000 euro) a tre famiglie italiane coinvolte nel tragico incendio del locale Le Constellation a Crans-Montana. Gli importi riguardano le spese sanitarie necessarie per i feriti dopo l’incidente avvenuto nella notte di Capodanno. Tra i ragazzi gravemente colpiti c’era Manfredi Marcucci, 16enne romano, che era amico di Riccardo Minghetti, una delle sei vittime italiane.
L’ambasciatore italiano interviene
Gian Lorenzo Cornado, ambasciatore italiano a Berna, ha dichiarato che le famiglie italiane non devono nulla per le spese mediche. “Le autorità cantonali hanno sempre detto che le cure sono a carico delle autorità locali”, ha affermato Cornado. L’ambasciatore ha pianificato un incontro con Mathias Reynhard, presidente del governo del Vallese, per il 24 aprile, per chiarire la situazione. Intanto, l’invio delle fatture è stato definito “inopportuno” dall’avvocato Domenico Radice, che rappresenta alcune delle vittime.
La procura del Cantone Vallese ha ampliato il numero di indagati coinvolti nelle responsabilità dell’incendio. Oltre ai proprietari del locale, Jessica e Jacques Moretti, altre undici persone, tra cui funzionari e politici locali, sono sotto inchiesta. Gli accertamenti riguardano in particolare le mancanze nei controlli antincendio nei locali pubblici di Crans-Montana, assenti da oltre sei anni nel caso del Constellation. I sospetti si estendono anche alle autorizzazioni urbanistiche rilasciate all’epoca della ristrutturazione del locale, avvenuta nel 2015 sotto l’amministrazione di Chermignon prima della fusione con Crans-Montana.
Le audizioni dei funzionari
Tra l’11 maggio e il 3 giugno, verranno ascoltati Patrick Clivaz, braccio destro dell’attuale sindaco di Crans-Montana Nicolas Féraud, Jean-Claude Savoy ed Jérémie Rey, rispettivamente ex sindaco ed ex consigliere di Chermignon, e Benjamin Charpiot, vice responsabile della sicurezza. Nei precedenti interrogatori, alcuni funzionari avrebbero segnalato gravi carenze organizzative, contraddicendo il quadro descritto dal sindaco Féraud, il quale sosteneva che le misure di sicurezza erano adeguate fino al tragico incendio.
L’incendio, scoppiato durante i festeggiamenti di Capodanno, ha causato 41 morti e 115 feriti, portando alla luce gravi criticità nella gestione della sicurezza pubblica a Crans-Montana. La mancanza di ispezioni preventive e le presunte negligenze del passato hanno acceso il dibattito sulle responsabilità, sia dei proprietari del locale che delle autorità locali. Jacques Moretti, proprietario del locale, sarà ascoltato dalla procura il 5 giugno, dopo aver richiesto un rinvio a marzo per motivi di salute.
Guarda qui il video dell’intervista
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).


