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Meloni vs Ong

Le Ong pretendono anarchia

Dopo le nuove misure del governo Meloni, le Ong gridano alla rivolta: “Non seguiremo il codice di condotta illegale”

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Neanche il tempo per stemperare gli animi ed è ancora scontro tra il governo Meloni e le Ong. Questa volta sono le nuove misure urgenti, adottate poche ore fa dall’esecutivo di centrodestra, a far discutere ed a levare gli scudi contro il nuovo codice di condotta per le organizzazioni non governative.

Fratelli d’Italia e gli altri partiti della coalizione, infatti, hanno approvato un nuovo decreto di sicurezza, che prevede l’applicazione di confische e multe fino a 50mila euro, nel caso in cui le navi Ong non dovessero rispettare le imposizioni adottate da Palazzo Chigi. L’obbligo sarà quello di transitare solo in caso di soccorso, per poi procedere immediatamente a portare i migranti in acque nazionali. Fino ad oggi, invece, le navi risultavano essere protagoniste di più soccorsi, per poi richiedere lo sbarco nel porto più vicino, a causa delle carenze sanitarie ed alimentari a bordo.

Per approfondire:

Una “strategia”, quella del governo Meloni, che ora impone alle Ong di effettuare un solo salvataggio, per poi tornare indietro, effettuare il secondo, e via andare. L’obiettivo dell’esecutivo italiano, quindi, sarebbe quello di dissuadere l’attività delle navi, obbligandole ad affrontare un costo superiore, causa il costante “avanti-indietro” imposto dalle nuove norme. Insomma, esse saranno tenute a formalizzare la richiesta di un porto sicuro già subito dopo la prima operazione di salvataggio, senza sostare in mare per giorni. In caso contrario, scatteranno le multe.

Obblighi, quindi, che hanno portato ad una vera e propria rivolta delle Ong. La Sea Eye, per esempio, ha già annunciato che non seguirà la legge italiana, ma quella tedesca: “Non seguiremo alcun codice di condotta illegale, né qualsiasi altra direttiva ufficiale che violi il diritto internazionale”. E ancora: “Rifiutiamo questo cosiddetto codice sulle Ong e temiamo che ciò possa portare a conflitti con le autorità italiane. Ci aspettiamo che il governo tedesco ci protegga”, ha concluso Annika Fischer, membro del consiglio di amministrazione Sea Eye.

Per approfondire:

A queste critiche, si sono aggiunte le posizioni di Sea Watch, nelle scorse settimane già protagonista di un braccio di ferro con il ministro Piantedosi. Questa volta, le norme sarebbero “un tentativo di delegittimazione da parte del governo”, svolto contro l’operato delle Ong. Ed infine ad accendere ulteriormente il fuoco è anche Medici Senza Frontiere: “La strategia del governo ha l’obiettivo di ostacolare le attività di ricerca e soccorso delle Ong. Non fa che aumentare in modo esponenziale il rischio di morte per migliaia di persone”, ha affermato il capomissione di Msf, Juan Matias Gil, che poi conclude: “Salvare vite umane è il nostro imperativo ed è un obbligo sancito da tutte le convenzioni e le leggi internazionali. Per questo, continueremo a farlo”.

Nel frattempo, è pronto lo sbarco di 113 migranti, giunti in territorio italiano con la Ocean Viking della Ong francese, Sos Mediterranée, a cui è stato assegnato il porto di Ravenna. Si tratta della prima nave su cui troverà applicazione la normativa adottata dal governo Meloni. Lo sbarco è previsto nella giornata di domani, in tarda mattinata.

Matteo Milanesi, 30 dicembre 2022