La leader del Rassemblement National, Marine Le Pen, torna al centro del dibattito politico e mediatico francese per due episodi distinti ma collegati da un fil rouge: il rapporto tra la destra, potere economico e costruzione dell’immagine pubblica.
Da un lato, la cena con alcuni rappresentanti delle grandi aziende del CAC 40; dall’altro, la crescente attenzione mediatica sulla vita privata del suo “delfino” Jordan Bardella. Due vicende che rivelano una strategia più ampia di normalizzazione e legittimazione.
La cena
Secondo quanto riportato da Le Nouvel Obs, la partecipazione di Marine Le Pen a una cena con dirigenti di grandi gruppi del CAC 40, tenutasi martedì scorso, ha suscitato forti reazioni nel dibattito politico e mediatico francese. L’incontro, inizialmente riservato, è stato interpretato da diversi osservatori come un possibile segnale di riavvicinamento tra la destra francese e l’alta finanza.
Il CAC 40, per intenderci, è il principale indice della Borsa di Parigi e raccoglie le quaranta maggiori società quotate in Francia, considerate il nucleo dell’élite economica e industriale del Paese.
La leader del Rassemblement National, figlia di Jean-Marie Le Pen, avrebbe incontrato alcuni dei principali rappresentanti del mondo imprenditoriale nelle salette private al primo piano del ristorante Drouant di Parigi, sede abituale anche della giuria del Premio Goncourt. Stando alle rivelazioni di un partecipante, erano previste discussioni in piccoli gruppi “sulle principali questioni geopolitiche del momento, sulle sfide economiche che la Francia si trova ad affrontare e sul suo ruolo nel mondo”. Le Pen si è seduta a tavola con una quindicina tra i principali imprenditori francesi, tra cui l’amministratore delegato di Total, Patrick Pouyanné, e Bernard Arnault, proprietario di LVMH.
Le critiche si sono concentrate soprattutto su quella che appare come una contraddizione: un partito che storicamente si presenta come difensore delle classi popolari e “anti-élite” che dialoga con i vertici dell’economia francese.
Non si tratta però di un caso isolato. Negli ultimi anni, il Rassemblement National ha progressivamente cercato di accreditarsi come forza di governo, puntando a rassicurare mercati e imprese. Un passaggio ritenuto necessario soprattutto in vista delle elezioni presidenziali del 2027, in un contesto in cui Le Pen resta una figura centrale, ma politicamente indebolita anche da vicende giudiziarie che ne hanno messo in discussione la candidabilità.
Dal canto loro, in tanti fanno notare che gli imprenditori si stanno organizzando in vista di una possibile vittoria del RN alle elezioni, con l’obiettivo di non farsi trovare impreparati e non restare indietro di fronte a un eventuale cambio di scenario politico ed economico.
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Il caso Bardella e la comunicazione politica
Parallelamente, l’attenzione si è spostata sul suo delfino, Jordan Bardella, presidente del partito e possibile candidato all’Eliseo. La sua relazione con Maria Carolina di Borbone delle Due Sicilie, recentemente resa pubblica, ha acceso anche qui polemiche e critiche. Secondo i maligni, la vicenda sarebbe anche un’operazione di comunicazione: una storia personale che contribuisce a costruire un’immagine più “soft” e mediatica del leader. Alcune critiche parlano di una relazione “troppo costruita”, poco spontanea, pensata per rafforzare il profilo pubblico di Bardella.
Il flirt ha avuto ampia risonanza anche perché mette in luce un’altra apparente contraddizione: il leader di un partito che rivendica la vicinanza al “popolo” associato a una figura aristocratica. Un elemento che ha già suscitato polemiche in Francia, dove parte della stampa ha sottolineato il contrasto tra retorica politica e stile di vita, anche se privata.
La Strategia della normalizzazione
Queste due vicende raccontano però una stessa dinamica: la trasformazione della destra francese in una forza politica sempre più integrata nel sistema. Da un lato emerge il dialogo con le élite economiche, dall’altro, si fa forza una comunicazione più raffinata e personalizzata, capace di attirare l’attenzione mediatica anche attraverso il gossip più banale.
È il segno di una strategia precisa: superare l’immagine di partito “antisistema” per accreditarsi come un’alternativa di governo credibile e trasversale, capace di parlare a diversi strati sociali. Un’operazione non semplice, visto che il partito di estrema destra si è affermato proprio grazie a una narrativa anti-UE e anti-élite, costruita su una forte impostazione populista. Staremo a vedere se questa strategia si rivelerà vincente per le prossime elezioni.
Cristina de Palma, 10 aprile 2026
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