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Le regionali riducono il Bomba a un petardo

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Matteo Renzi, detto “il Bomba”: ma, più che altro, un petardo. Qualcuno gli spieghi che non esiste, tanto più che lui fortissimamente pensa il contrario: le percentuali del suo partitello sono divertenti, lui le sbandiera come vessilli di gloria. Il nostro Bomba non pare granché politicamente, è uno che unisce in modo mirabile la spocchietta fiorentina di sinistra alla propensione, sempre compagna, a distruggere per distruggersi: alchimia dopo magheggio, il rottamatore ha sfasciato il governo, la sinistra, il Pd, Italia Viva, che sarà anche viva ma ha un piede nella fossa, e infine se stesso. Il Rottamatore si è rottamato, e sulla sua lapide, il più tardi possibile, potrebbero mettere il seguente epitaffio: “Sempre ruppe”, da declinarsi a piacere.

Allucinazioni

Allora perché ride? Perché ha le allucinazioni di se medesimo, si vede nella pozzanghera e si piace dal fondo in cui è cascato con la sua nuova avventura dell’Italia più morte che Viva: globalmente sta sotto la soglia di sbarramento del sistema proporzionale in fieri (se mai si farà…), risulta poco o punto pervenuto quasi ovunque, nella sua terra, la Toscana, non ha spostato una paglia. Lui si consola così: “In Sardegna Italia Viva fa il 24, in Val d’Aosta l’8, in Campania 7 e mezzo”. Praticamente il due di coppe quando comanda bastoni. Ma il Bomba esulta: “In Toscana ci davano tra il 2 e il 3, abbiamo preso il 4 e mezzo, sono risultati straordinari, un inizio strepitoso”. Risultati straordinari. Pensa se erano pessimi.

Numeri

Le spara grosse, il Bomba, sembra la Grande Berta, poi usa sempre il solito vecchio trucco della politica istrionica: “Salvini voleva la rivincita del Papeete e la voleva a Firenze in piazza del Duomo: ha perso lui, 2-0 per noi, la Toscana continua ad essere saldamente nelle mani del centrosinistra”. Attenzione, qui casca il Bomba: sempre pronto a minare la sua parte – ma qual è la sua parte? – e poi, se conviene, a salire sulle macerie: ce l’abbiamo fatta. Per Renzi, la vita è un pendolo tra la gioia (di frantumare) e l’ardore (con cui rientrare nei ranghi, fino al prossimo sfasciume). Poi potrà dire che “siamo determinanti non numericamente ma politicamente”, ma resta sempre la solita questione cruciale, posta dal compagno Stalin: quante divisioni ha il Papa?

La politica, alla fine, si fa con le divisioni, per dire coi numeri: Renzi è maestro almeno in questo, nell’imparpagliare armato dei decimali, ma, alla lunga, il gioco mostra la corda: si può sabotare qualcuno per sempre o tutti per qualche tempo, ma non si possono sabotare tutti per sempre. Ma prendiamo l’eroico Scalfarotto in Puglia: ci vuole Chi l’ha visto per rintracciarlo, è un caso umano e la renziana ortodossa, e ortofrutticola, Teresa Bellanova non sa neanche lei per chi era candidato: invitava a scegliere Emiliano anziché il SuperIvan. Bellanova ha tradito un bel lapsus: le contorsioni bombesche sono tali e tante che è difficile seguirle, rintracciarle, alla fine spiazzano pure i fedelissimi. Renzi è talmente avviluppato nelle sue contorsioni strategiche, da strozzarsi da solo: ed è desolante che un politico anagraficamente ancora così giovane sia politicamente già così votato al decrepitume manovriero. Italia Viva, più o meno, ricorda il Gruppo del Laocoonte, pochi ma avvinti da serpenti marini; o anche il Conte Ugolino che si pappa i suoi figli.

E alla fine, non ne rimase nessuno. Tanto più che cosa sarebbe Italia Viva a stento, dove andrebbe a parare, quali siano i suoi valori, i suoi programmi, le sue urgenze, non lo sa nessuno: nemmeno il Bomba. A Roncobilaccio, gli venne incontro un vecchio, lo sguardo profondo e il fazzoletto al collo. Gli disse “Ragazzo in campana, qui non ti lasceranno sfasciare”. Difatti, se il Pd si è salvato è semplicemente perché si è salvato dal contributo renziano, risultato pressoché ininfluente, anzi inesistente.

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Regionali, il delirio di Renzi: “Per Italia Viva è stato un grande successo. Presto saremo il secondo partito” - Rassegne Italia
26 Settembre 2020 12:12

[…] La Campania, in effetti, ha regalato a Renzi un rincuorante 7,4%. Ma è l’unico risultato di cui vantarsi, perché per il resto Italia Viva ha preso batoste su batoste. Benché il “Bomba” si vanti di aver raggiunto il 5,1% a livello nazionale, ben oltre quanto pronosticato, la realtà dei numeri , analizzata, appare ben diversa. Pagella politica, infatti, ha fatto i conti nelle urne a Renzi e ha verificato che, semmai, Italia Viva può contare al massimo su un 3,1% a livello nazionale, considerando che in molte liste si è presentata insieme ad altri partiti. Un conteggio sul quale si è soffermato anche Nicola Porro, che sul suo blog ha chiarito: “Le regionali riducono il Bomba a un petardo”. […]

francesco
francesco
23 Settembre 2020 20:50

5,1% alla prima uscita e per giunta ad una tornata di amministrative. Non male. Ci rivediamo alle politiche.

Giacobbe
Giacobbe
23 Settembre 2020 20:45

Vi ricordate quanto era ridicolo e deficiente quando si cimentava con la lingua inglese: ha fatto ridere tutti i miei amici e di ogni nazionalità. Renzi rappresenta il peggio dell’Italia, il ridicolo, il grottesco, il nulla più assoluto. Resta per me un mistero capire come ci sia stato qualche idiota che in passato l’abbia votato.

Carolin
Carolin
23 Settembre 2020 20:36

Più che a un petardo direi a una scorreggia secca.

Enrico
Enrico
23 Settembre 2020 18:23

Pare che i due Matteo nazionali abbiano molte caratteristiche in comune. Sproporzionatamente ambiziosi, quando hanno successo sono convinti di avere tutto in pugno e si credono dei. Per entrambi l’unico che fa loro ombra è il Cavaliere. Fu così per il matteo1, quando si tratto di eleggere il capo dello stato. Lo è stato, e in certa misura lo è ancora grazie alla veloce crescita dei suoi consensi per il Matteo2 Ad entrambi il 40% ha fatto l’effetto dell’aria rarefatta in alta montagna. Si montano la testa e, quando va bene come Salvini in questo momento, il 40 diventa 20, altrimenti si approssima allo 0.

Orlo
Orlo
23 Settembre 2020 14:25

E nn lo so se il Renzi sia all’arrivo.
Quello che mi sembra più messo male è il “capitano” che sia in ER che il Toscana ha imposto due candidate donne assai modeste che,sicuramente,sono le eccezioni che confermano la regola delle donne con una marcia in più.
In effetti se andiamo a guardarle più da vicino le due politiche leghiste,Ceccardi e Borgonzoni,appaiono dei Salvini con la gonna.
Linguaggio divisivo e retorica da basso ventre.
Insomma sono due sconfitte molto pesanti condite da una protervia in cui si puntava al 6-0.
Al sud,punto nevralgico a cui la lega di Salvini punta per rendersi nazionale,ogni passo avanti ne porta due indietro.
Italia Viva ha dimostrato che un radicamento nazionale,da nord a sud,lo ha. Poteva andare meglio ma comunque un 5% nazionale è un buon punto di partenza.
Per fare un paragone,Renzi appare un Fanfani.
Salvini un Giannini.

lorenzo
lorenzo
23 Settembre 2020 14:16

petardo ?? troppa grazia ..diciamo…scorreggia ???
a proposito come sta il capitone ‘? traballa ?? scommettiamo chi traballa di piu’ ?? se Conte o Salvini ??
non votrrei essere uno dei suoi spindoctors..quelli che gli suggeriscono il comportamento pubblico…e quello che deve dire e non dire

sergio
sergio
23 Settembre 2020 13:57

honhil, sei grande, non avri saputo scrivere meglio, grazie a nome dei siciliani