Le verità sui migranti che il Pd deve leggere (dette dal deputato Pd)

Nello scontro sull’immigrazione siamo al pieno delirio: processi sommari contro governo e Guardia Costiera? Leggere qui, prego

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schlein migranti

Il terribile scontro politico di questi giorni sui temi dell’immigrazione si caratterizza per l’ottundimento generale provocato da irrazionali faziose posizioni ideologiche che nulla lasciano ai sentimenti di pietà e dolore per la tragedia epocale che si sta vivendo. Pur di attaccare l’attuale compagine governativa alcuni giornali, esponenti delle forze politiche e accreditati intellettuali in pieno delirio, stanno instaurando biechi processi sommari nei confronti di istituzioni la cui fedeltà ai principi costituzionali ed alla Repubblica, indipendentemente dai governi che la reggono, è indiscussa.

In questo perverso modo di fare politica, sempre più voce hanno sui giornali e nei talk-show televisivi, esponenti politici e riconosciuti intellettuali che in evidente alterazione danno una rappresentazione della loro parte politica che non può essere identificata con buona parte di coloro che ne fanno parte, la cui onestà intellettuale è indiscussa.

Al riguardo, con riferimento ai temi di cui maggiormente si dibatte in questi giorni, è utile riportare, parte delle dichiarazioni rese, nel maggio 2017, dall’allora Procuratore Nazionale Antimafia, dott. Franco Roberti, oggi eurodeputato Pd, innanzi al Comitato parlamentare di controllo e vigilanza in materia di immigrazione.

I salvataggi in mare

Rispondendo alle domande in merito ad un codice di regolamentazione delle Ong, egli così si esprimeva: “Le Ong operano in stato di necessità, anche se questo stato di necessità viene provocato e viene artatamente prodotto. Non v’è dubbio che c’è lo stato di necessità, per cui la salvaguardia delle vite umane prevale su tutto”. Replicando al Presidente della Commissione che riteneva interessante il termine “artatamente” aggiungeva: “Non l’ho usato per caso. Mi è stato fatto l’esempio dell’audizione del contrammiraglio Carlone: se colui che appicca l’incendio poi avverte i Vigili del fuoco, i Vigili del fuoco non intervengono solo perché sono stati avvertiti da quello che ha appiccato incendio? Comunque, bisogna intervenire e lo stesso vale per il salvataggio delle vite umane. Detto ciò, il problema è che le Ong, secondo noi, dovrebbero accettare delle regole. Questo è il punto: le Ong debbono accettare regole che ci consentano di salvare vite umane, ma anche di procedere nelle indagini, accertando elementi utili per le indagini contro i trafficanti”.

Il riferimento all’Ammiraglio Carlone, oggi Comandante Generale delle Capitanerie di Porto, scaturiva da una dichiarazione dello stesso ammiraglio in merito ai soccorsi provocati ed indotti dagli stessi trafficanti, nel corso della sua audizione parlamentare. L’ammiraglio in maniera caustica, così descriveva il fenomeno: “È infatti vero che si è in presenza di un’operazione di soccorso anche quando è ben noto che la situazione di pericolo è volontariamente provocata dalle organizzazioni criminali che gestiscono la tratta e il traffico di migranti sulla pelle di questi ultimi… se il piromane chiama i vigili del fuoco non significa che il vigile del fuoco non intervenga perché l’ha chiamato il piromane, quindi l’intervento in questo caso è doveroso”.

Il ruolo delle Ong

Rispondendo ad ulteriori domande sulle Ong, il Procuratore Roberti chiariva: “Quali regole per le Ong? Dunque, io credo che le Ong debbano essere collaborative per il contrasto ai trafficanti di esseri umani. Non si possono limitare al salvataggio, ma dovrebbero accettare di essere collaborative. La presenza di soggetti a bordo delle navi – armati, non armati, non lo so, non mi interessa che siano armati, mi interessa che però siano soggetti abilitati a svolgere attività di accertamento sulle navi delle Ong – dovrebbe essere accettata, così come dovrebbe essere imposta o comunque richiesta alle Ong una maggiore collaborazione con le forze di polizia e con le forze della Marina militare che opera nel Mediterraneo, i contatti, la possibilità di scambio di informazioni rapido, in tempo reale”. E ancora: “Quindi dovrebbero essere chiamate – con le differenze ovviamente che possono distinguere una nave mercantile di una Ong da una nave della Marina Militare – alla stessa operatività, alle stesse regole d’ingaggio che valgono per le navi militari. Se non lo si vuole accettare, o i governi hanno la determinazione di impedire alle Ong di operare in queste condizioni, oppure si accetta la situazione e si va avanti, salvo poi accettare che obiettivamente la Ong invece di distruggere i gommoni li restituisce ai trafficanti o comunque non li distrugge, quindi consente ai trafficanti di recuperarli, indebolendo l’azione di contrasto ai trafficanti stessi”.

Per approfondire

Il rischio terrorismo

Sugli eventuali collegamenti tra immigrazione e terrorismo, e tra criminalità organizzata italiana e straniera, nonché sulla presenza della criminalità straniera in Italia, il Procuratore invitava la Commissione a non sottovalutare nessuno di tali fenomeni: “Immigrazione e terrorismo. Guardate, lo abbiamo scritto anche nella relazione di quest’anno, laddove noi ogni anno editiamo una relazione sullo stato della criminalità organizzata, e a questo punto anche del terrorismo nel nostro Paese. Parlare di immigrazione non significa automaticamente, ovviamente, parlare di terrorismo. Sono fenomeni diversi, ma che con i flussi migratori possano arrivare non terroristi già formati, ma soggetti che possono poi radicalizzarsi. È il caso dell’attentatore di Berlino: Anis Amri era un soggetto arrivato a Lampedusa con i flussi migratori, che si è radicalizzato in Italia, in carcere, prima nei centri di accoglienza e poi in carcere in Italia, e poi è andato a fare l’attentato a Berlino. Ci sono anche altri casi di soggetti che sono arrivati qui come migranti e che per fortuna abbiamo scoperto e bloccato prima che facessero attentati, ma ci sono stati. Ciò non significa associare con un legame stretto immigrazione e terrorismo, ma che possano arrivare e che siano già arrivati soggetti che poi si sono radicalizzati è un dato di fatto”.

Il pericolo mafia nigeriana

Non solo. “Qui – continuava Roberti – sta arrivando un enorme numero di nigeriani. Sapete che abbiamo una comunità criminale nigeriana in Italia che fa paura? Pochi giorni fa abbiamo fatto una riunione di coordinamento fra le varie procure del nord e del sud che si occupano delle associazioni criminali nigeriane (sono più d’una), che hanno caratteri forse ancora più strutturati delle mafie italiane. E ci sono qui in Italia”. Alla replica del Presidente della Commissione che riteneva “tosta” l’affermazione, il Procuratore Roberti così rispondeva: “So quello che dico. La differenza è che i nigeriani in Italia non commettono reati in danno di soggetti italiani. Loro si fanno le guerre tra di loro, trafficano in droga, prostituzione, ma non attaccano il territorio”. Ed alla chiosa del Presidente, “per ora”, aggiungeva: “Io dico allo stato, ci auguriamo che non accada mai. Però sono organizzazioni molto strutturate”.

Chi gestisce il traffico di migranti

Ad una precisa domanda in merito ad un unico vertice nell’organizzazione del traffico di migranti, il Procuratore rispondeva: “Una testa unica ovviamente non c’è, ma ci sono organizzatori dei traffici che si trovano in nord Africa e nel Corno d’Africa. Non dimentichiamo che c’è un’associazione criminale, che si chiama «Al Shabaab» e che organizza questi traffici dal Corno d’Africa e li fa arrivare fino alle coste libiche, partendo appunto dal Corno d’Africa. Al Shabaab è l’organizzazione criminale terroristica somala che fa anche sequestri di massa. Si tratta di un’associazione terroristica tra le più pericolose e sanguinarie. Queste sicuramente gestiscono i traffici”.

Il pattugliamento dell’Ue

Per quanto concerne le iniziative da attuare da parte della Procura Nazionale Antimafia in collaborazione con EunavFor Med, l’operazione militare voluta dall’Unione Europea per smantellare il modello di business delle reti del traffico e della tratta di esseri umani nel Mediterraneo forniva le seguenti informazioni: “Con EunavFor Med, abbiamo in corso un’altra iniziativa che, a nostro giudizio, è molto importante e che noi della Direzione nazionale vogliamo assolutamente coltivare. Si tratta dell’iniziativa dell’osservatorio sui fenomeni del traffico di migranti (…).  In che cosa consisterà quest’osservatorio la cui istituzione sosteniamo molto convintamente? Si tratta della raccolta di tutti i dati per potere effettivamente seguire da vicino l’evoluzione del fenomeno, mettendo i dati analizzati e incrociati anche con quelli della nostra banca dati a disposizione dei decisori politici. Ovviamente non potremmo mai sovrapporci a scelte politiche, però possiamo in qualche modo orientarle, coadiuvarle e sostenerle con queste iniziative di tipo operativo, dei cui risultati bisogna tenere conto, nel momento in cui si fanno le scelte politiche…”.

Le parole dell’allora Procuratore Nazionale Antimafia che non risalgono ad un’altra epoca, ma a pochi anni fa, e sono comunque di grande attualità, dovrebbero seriamente far riflettere su certe isterie politiche, considerato che non sono state pronunciate da un uomo di destra ma da un uomo che è attualmente un eurodeputato del Pd, che prima di darsi alla politica ha avuto la fortuna ed il privilegio di essere stato un uomo delle istituzioni di riconosciuto equilibrio e di provata onestà intellettuale.

Contrammiraglio (CP) r. Aniello Cuomo, 14 marzo 2023

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