L’egoismo di Macron può far saltare l’alleanza con la Merkel

7.3k 5
generica_porro_1200_3

Speciale zuppa di Porro internazionale. Grazie a un nostro amico analista che vuole mantenere l’anonimato, il commento degli articoli tratti dai giornali stranieri.

Anche il lunedì 14 aprile del Financial Times offre un illuminante articolo di Wolfgang Münchau, opinionista liberale, amante dell’Unione ma spietatamente realistico. Come si era già colto da un’inchiesta sempre apparsa sul quotidiano della City, la reazione tedesca ai capricci di Emmanuel Macron contro la scelta di Berlino di aiutare Londra a gestire la Brexit, è stata furiosa. Al centro la valutazione di un meschino egoismo di Parigi. In realtà i rapporti, come spiega Münchau, franco tedeschi sono da tempo tesi perché vi è una profonda divisione della linea sulla quale costruire una maggiore integrazione comunitaria.

La proposta macroniana di una maggiore unificazione del mercato dei capitali accompagnata da un unificato strumento per gestire i debiti sovrani con annessa revisione delle regole fiscali non è accettata da Berlino. Però finché c’è stata Angela Merkel il dissenso era gestito con un certo tatto, vedi il recente accordo di Aquisgrana. Annegret Kramp-Karrenbauer invece, tesa a recuperare la base elettorale del suo partito, ha messo i piedi nel piatto: sostituiamo Parigi con l’Unione nel consiglio di sicurezza dell’Onu, chiudiamo la sede di Strasburgo per la Ue che è uno spreco, costruiamo in comune una nuova  portaerei.

Se ciò si aggiunge la scelta di Csu-Cdu di indicare come prossimo presidente della Commissione europea un Manfred Weber grande amico di Viktor Orbàn, si capisce l’ira di Macron anche se è poi difficile giustificare le sue scriteriate mosse sulla Brexit. E sull’orizzonte vi è la divergenza di interessi tra Francia e Germania nella trattativa con Donald Trump: la prima attenta a proteggere la sua agricoltura, la seconda la sua industria automobilistica. Le conclusioni che si possono derivare da questa analisi sono molto diverse, però in ogni caso non ci si può non inchinare a un maestro di realismo come Münchau, una ventata di concretezza che aiuta a resistere a tutti gli spargitori di retorica che così abbondano innanzi tutto in Italia.

 

Ti è piaciuto questo articolo? Leggi anche

Seguici sui nostri canali
Exit mobile version